Malattie sessualmente trasmesse: occhio alla sifilide

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

La sifilide è una malattia infettiva a trasmissione sessuale nota in tutto il mondo da oltre mezzo secolo. L’infezione è causata da un batterio, noto come Treponema pallidum.

Le malattie sessualmente trasmesse (Mst) sono sempre più in aumento in Italia. Su tutti la sifilide che negli ultimi diciassette anni è aumentata del 400%. E se i casi da virus hiv sono stabili tra i giovani, un picco di nuove infezioni si registra tra gli over 50. La gonorrea, invece, ha visto quasi raddoppiare i casi in Europa tra il 2008 al 2013. L’allarme arriva dal 56esimo congresso dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri (Adoi). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità annualmente l’impatto di quattro malattie sessualmente trasmesse, tra le più diffuse, corrisponde a 498,9 milioni di nuovi casi. Questo significa che su scala globale oltre un milione e mezzo di persone ogni giorno si ammala per una Mst. Su tutto il territorio italiano, inoltre, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi anni i casi di Mst sono sempre aumentati, passando dai circa 3500 del 2006 ai circa 6500 del 2013. Per quanto interessa l’Italia, il dato è di 7mila nuove diagnosi nell’ultimo anno, in larghissima parte tra uomini tra i 16 ed i 50 anni. Tra queste patologie c’è la sifilide, chiamata anche Lue, causata dal Treponema pallidum, un batterio a forma di spirale, il cui contagio avviene per via ematica o durante i rapporti sessuali.

“In Europa, dalla metà degli anni ’90 alcune Mst hanno trovato ‘terreno fertile’ per espandersi dopo un decennio di declino dei trend epidemiologici, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi di popolazione maggiormente a rischio, ad esempio i maschi omosessuali – spiega Antonio Cristaudo, Presidente del 56mo Congresso Adoi -. Negli ultimi anni poi questa crescita è stata amplificata dalla facilità degli incontri sessuali occasionali dovuta all’utilizzo di Internet e delle App”.

La sifilide è una malattia infettiva a trasmissione sessuale nota in tutto il mondo da oltre mezzo secolo. L’infezione è causata da un batterio, noto come Treponema pallidum. Secondo la tradizione la sifilide è stata introdotta nel continente europeo dai marinai di Cristoforo Colombo al ritorno dalle Americhe. In Italia la sifilide è invece approdata qualche anno più tardi ed esattamente nel 1494 quando le armate del re Carlo VIII invasero Napoli per poi risalire l’intero Paese. L’infezione si diffuse così rapidamente da contagiare in breve tempo buona parte d’Europa.

Per la medicina e la ricerca il contagio avviene tutte le volte che i batteri responsabili della malattia entrano nel corpo mediante un’erosione cutanea o di mucosa (come si verifica durante un rapporto sessuale). La sifilide, d’altra parte, si può contrarre anche mediante trasfusione di sangue infetto, per via trasplacentare (trasmissione da madre a figlio), per via accidentale (utilizzo di oggetti appartenenti a persone infette come siringhe e rasoi o per contagio professionale dovuto alla manipolazione di campioni infetti). Secondo il rapporto dell’organizzazione mondiale della sanità datato 1999, ogni anno nel mondo compaiono dodici milioni di nuovi casi di sifilide. L’infezione si manifesta più frequentemente nelle persone comprese tra i 15 e i 40 anni, e nei Paesi in via di sviluppo.

La patologia è stata scoperta e approfondita nel 1905 dal biologo F. Schaudinn e dal sifilografo E. Hoffmann di Amburgo. In un primo momento si parlò di “Spirocheta Pallida” e in seguito di “Treponema Pallido”. La descrizione dell’intera sequenza del genoma di questo batterio, per il quale non esistono ancora vaccini specifici, risale tuttavia al 2001. Il contagio, come già detto, può avvenire in diversi modi ma nella stragrande maggioranza dei casi la malattia viene trasmessa durante un rapporto sessuale con persona infetta (la probabilità di trasmissione tra partner è di circa il 60%). Si parla di sifilide acquisita quando l’infezione viene contratta dopo la nascita per contatto diretto con il Treponema attraverso mucose o lesioni cutanee. Si parla invece di sifilide congenita quando la malattia viene trasmessa dalla madre al feto durante la vita transuterina o al momento del parto. Dopo il contagio i treponemi entrano nell’organismo raggiungendo il torrente ematico dove, potenzialmente, possono invadere qualsiasi organo o tessuto.

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