SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, DOVE SEI?

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

LA TUTELA DELLA SALUTE PASSA ATTRAVERSO LA SANITA’ INTEGRATIVA

 

Tagli, sprechi e lunghe liste di attesa per sottoporsi a esami diagnostici e interventi chirurgici. È questa la realtà attuale in cui verte il Sistema Sanitario Nazionale.

Recentemente, è stato presentato da Cittandinanzattiva Tribunale per i Diritti del malato (TDM), il rapporto “I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche, la road map per la sostenibilità vista dai cittadini”, che ha esaminato 104 condizioni di spreco individuate da cittadini, associazioni e operatori sanitari fra aprile 2014 e aprile 2015 e dal quale è emerso che ci sono macchinari inutilizzati, attrezzature e dispositivi non adatti alle esigenze dei pazienti, burocrazia costosa che non aiuta le persone che richiedono cure, ristrutturazioni di reparti inattivi e vuoti per mancanza del personale e quello operativo costretto a turni di lavoro pesanti.

Non solo gli sprechi, ma anche le lunghe attese per esami diagnostici e interventi chirurgici, sono diventati un vero e proprio incubo per gli italiani.

Sulla base di queste premesse, a dir poco preoccupanti, anche Repubblica, ha condotto un’inchiesta esaminando alcune realtà da Nord a Sud d’Italia.

Dall’indagine è risultato che il Sud d’Italia è indietro rispetto al resto della penisola che però comunque non se la passa meglio. Il test di Repubblica è stato messo a punto tra il 12 e il 15 marzo, attraverso la prenotazione di due visite per un’ecografia all’addome e la mammografia e tre oculistiche, ortopediche e per risonanza alla colonna in tre ospedali di 10 diverse città: Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Parma e Palermo. È emersa una realtà sanitaria con record negativi.

Numeri alla mano, la situazione è preoccupante: chi ha bisogno di una mammografia, fuori dagli screening e non legate a sospetti diagnostici, deve rassegnarsi ad attendere fino a 500 giorni. Più della metà dei giorni di attesa, oltre 160, per una visita oculistica, quasi 200 per un controllo dall’ortopedico e più di 300 giorni per una Ta addominale.

Per quanto riguarda i dati medi dei tempi d’attesa per un esame, calcolati dall’istituto di ricerca Censis, sono 38,2 giorni per una visita ginecologica, 48 giorni per una visita ortopedica, 87 giorni per una colonscopia, 79 giorni per un ecografia all’addome, 62 giorni per una mammografia.

Per gli interventi chirurgici? Secondo Cittandinanzattiva Tribunale per i Diritti del malato (TDM), sono 306 i giorni di attesa per operarsi alle tonsille agli Ospedali Civili di Brescia e 2 anni per una day surgery proctologica al San Camillo di Roma.

 

Il diritto alla salute è sacrosanto. Secondo l’articolo 32 della Costituzione Italiana, la salute è un fondamentale diritto dell’individuo e un interesse della collettività. Non sempre però questo diritto costituzionale viene correttamente interpretato dalle organizzazioni dedicate alla salute degli individui.

Luciano Dragonetti Mutua MbaMutua Mba, Società di Mutuo soccorso, leader nel panorama della Sanità Integrativa, che si è sempre distinta per l’innovazione dei suoi sussidi, creati appositamente per rispondere all’esigenze dell’associato, ha come obiettivo proprio quello di riportare il diritto alla salute al centro della vita di ogni individuo, con la convinzione che, nello stato in cui si trova il SSN, l’unica soluzione è quella di rilanciare a 360 gradi, l’importanza della Sanità Integrativa a tutela della salute del cittadino.
“Stiamo perdendo il diritto alle cure -ha spiegato Luciano Dragonetti, consigliere di Mutua Mba– il principio indissolubile che lega Istituzioni e cittadini. Non vi è benessere e stabilità senza salute. Non può esserci crescita in un Paese che non riconosce il valore primario alla salute. Noi vogliamo un Paese diverso, per questo facciamo delle scelte diverse. Il concetto di mutualità, che contraddistingue l’attività di promozione della salute di Mutua Mba, attraverso piani assistenziali volti a migliorare la qualità della vita degli associati, è la risposta a tutto questo. Mutua Mba, si pone come strumento di integrazione delle carenze, ad oggi evidenti, del SSN”.

Per Mutua Mba, infatti, “La salute è il primo dovere della vita” (Oscar Wilde).

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