Italiani con il fiato sospeso per la variante Omicron

Italiani con il fiato sospeso per la variante Omicron

È approdata in Sardegna e ha destato ulteriore preoccupazione tra gli italiani dopo che pochi giorni fa era stata segnalata anche in Alto Adige, Campania e in Veneto. La variante Omicron, ad oggi, sembra essere l’attuale responsabile della pandemia da Covid-19 sviluppatasi in Europa, e dunque nel nostro Paese, a partire dal febbraio 2020. A confermare l’arrivo di questa mutazione del virus in Sardegna è stato il laboratorio di Microbiologia e virologia dell’Aou di Sassari dopo avere effettuato un tampone a un passeggero arrivato ad Alghero, di ritorno dal Sud Africa.

Al momento la comunità scientifica non possiede abbastanza dati per valutare l’effettiva pericolosità della nuova variante di SARS-CoV-2 “nata” in South Africa, diffusa rapidamente in quel paese e caratterizzata da un numero molto ampio di mutazioni (ben 32) sulla proteina Spike del virus. Si tratta del doppio rispetto a quelle presentate dalla variante Delta rilevata per la prima volta in India alla fine del 2020 e diffusa in tutto il mondo, causando un incremento dei contagi e dei decessi.

A quanto pare, la nuova variante – classificata come Voc (‘variant of concern’, letteralmente ‘variante di preoccupazione’) – ha acquisito una parte del virus del raffreddore comune. È proprio per questa ragione che presenterebbe quadri clinici più lievi, rispetto alla Delta, molto simili al raffreddore. Più di 50 Paesi nel mondo hanno reso oltremodo stringenti i controlli alle frontiere per rallentare il più possibile la diffusione della variante Omicron. Tuttavia, non sembra essere una misura realmente efficace dato che i divieti e le restrizioni sui viaggi non potranno lasciare il nuovo ceppo del Covid-19 fuori dai confini nazionali.

L’Iss spiega così il concetto di variante virale: i virus, in particolare quelli a Rna come i coronavirus, evolvono costantemente attraverso mutazioni del loro genoma. Maggiore è la circolazione del virus, maggiore è il rischio di una mutazione. Mutazioni del virus Sars-CoV-2 sono state osservate in tutto il mondo fin dall’inizio della pandemia. Mentre la maggior parte delle mutazioni non ha un impatto significativo qualcuna può dare al virus alcune caratteristiche come ad esempio un vantaggio selettivo rispetto alle altre attraverso una maggiore trasmissibilità, una maggiore patogenicità con forme più severe di malattia o la possibilità di aggirare l’immunità precedentemente acquisita da un individuo o per infezione naturale o per vaccinazione.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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