Covid19, impennata dei casi in Europa. Alcuni Paesi adottano la regola “2G”

Covid19, impennata dei casi in Europa. Alcuni Paesi adottano la regola "2G"

Se gli occhi dell’America sono puntati sulla Casa Bianca e sulla salute del Presidente Biden, l’Europa si prepara a fare i conti con la quarta ondata dell’emergenza sanitaria da Covid19 sostenuta da dati preoccupanti che hanno indotto alcuni Paesi, l’Austria prima fra tutti, ad imporre un ulteriore lockdown valido per tutti. Fanno inoltre discutere le dichiarazioni del Ministro della Salute tedesco Jens Spahn che nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che alla fine dell’inverno in Germania “saranno tutti vaccinati, guariti o morti”.

Parole che arrivano nei giorni in cui proprio in Germania la spinta verso l’obbligo vaccinale si sta facendo di giorno in giorno più forte, a fronte del considerevole aumento dell’incidenza dei contagi (386,5 infezioni su 100 mila abitanti nei sette giorni) e il rincorrersi di allarmi sulle terapie intensive al collasso, soprattutto in riferimento alle regioni della Baviera e della Sassonia. Non è meno allarmante Angela Merkel secondo cui la situazione avrebbe dei toni realmente drammatici. “Le regole che abbiamo adesso – ha detto – non sono sufficienti. Non basta neanche la regola del ‘2G’“.

A quale regola fa riferimento la Cancelliera tedesca? L’esplicito riferimento è al modello denominato “2G” e che prevede l’accesso ai luoghi pubblici – come cinema, teatri, piscine e così via – solo per i vaccinati o per coloro che sono guarito dal Covid-19. Occorre però precisare che si parla anche di un modello “3G”, che sta invece per “geimpft, genesen oder getestet” (vaccinati, guariti o testati), che si usa a sua volta per situazioni ben definite. Se in Germania, con l’accrescere dei contagi, alcuni territori (tra cui la città di Berlino) hanno avviato questi modelliin Austria la soluzione del “2G” è già stata adottata l’8 novembre e a seguire una settimana più tardi fino all’annuncio del lockdown totale e valido per tutti, altre misure, ancora più restrittive, sono entrate in vigore in tutto il Paese. Le regole prevedono che chi non esibisce un certificato “2G” possa lasciare la propria abitazione esclusivamente per raggiungere la sede di lavoro, svolgere commissioni e attività motoria individuale, e “soddisfare i bisogni religiosi fondamentali”. Sul posto di lavoro però la regola “3G”: possono entrare anche le persone che esibiscono l’esito negativo di un tampone molecolare rapido e che indossano una mascherina Ffp2. Si tratta di restrizioni valide per tutti fatta eccezione per i bambini sotto i 12 anni.

Che la situazione sia preoccupante lo riconosce anche Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms europeo che su Twitter ribadisce che il Vecchio continente ha oggi tutti gli strumenti necessari per affrontare gestire la trasmissione del virus. “Salvare vite umane e mantenere aperte le società”, deve essere il principio cardine dei Paesi. Kluge inoltre scrive che “tutti possiamo aiutare a fermare l’infezione e la diffusione” del Covid, ricordando quali sono le armi per contrastare questa quarta ondata pandemica: “Numero 1, vaccinarsi se si è idonei” a farlo.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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