Inquinamento e rischio psicosi tra gli adolescenti

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Uno studio ventennale inglese su oltre 2 mila bambini nati tra il 1994/95 ha evidenziato che gli elevati livelli di inquinamento nell’aria potrebbero aumentare il rischio psicosi tra gli adolescenti. La notizia è stata riportata dal Quotidiano Sanità. Lo studio ha scoperto che le esperienze psicotiche degli adolescenti sono più comuni nelle aree urbane.

I ricercatori hanno intervistato i ragazzi nati nel quinquennio della prima metà degli anni ’90 e alle domande se “Hai mai pensato di essere osservato, seguito o spiato?” e “Senti voci che gli altri non riescono a sentire?” le risposte sono state positive per il circa 30% dei partecipanti. I tassi più elevati di risposte positive alle domande di screening sono stati registrati in città con una forte esposizione a diossido di nitrogeno, ossidi di nitrogeno e minuscole particelle che inquinano l’aria, come polvere e fumo.

I ricercatori hanno spiegato che i loro risultati non indicano che un forte inquinamento dell’aria sia causa diretta di esperienze psicotiche; nello sviluppo del fenomeno potrebbero entrare altri l’inquinamento acustico e un aumento dei livelli di stress, che non sono stati indagati dallo studio.