In ospedale abbiamo bisogno di Beppe Fiorello: l’attore nel reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Non è solo un personaggio del mondo dello spettacolo, ma soprattutto un padre ed un uomo di grandi valori che dona sorrisi ai bambini del reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico romano Agostino Gemelli, struttura all’avanguardia nella cura e nella ricerca su tumori cerebrali, sarcomi e neuroblastomi. Basta inviare a Beppe Fiorello un sms e lui corre in ospedale per dare conforto a chi ne ha bisogno. In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’attore siciliano ha tenuto a precisare che prima degli incontri si accerta che il bambino e i parenti siano d’accordo. “Non vado per compassione o carità. E neppure da cabarettista e pagliaccio, che non sono io. È un viaggio da compiere con tatto e delicatezza per non violare il riserbo di famiglie distrutte. Mi adatto alle situazioni”.

L’idea dell’importanza del conforto per ammalati e parenti con una persona come Fiorello è stata della dottoressa Laura Peruzzi, neuropsicologa di oncologia pediatrica, nonché amica dell’attore.

“È incredibile quello che lascia dietro di sé – ha spiegato la dottoressa -.  Sa donare il sorriso. Beppe trasmette sensazioni speciali. Arriva ed è una festa, una bomba d’amore. I bambini non lo conoscono, però vedono sorridere i genitori e sorridono anche loro. In reparto sboccia un fiore”.

Lui non impone la sua presenza, “vado quando mi chiamano. È un percorso che segna e fa comprendere a fondo quanto sia bello aprire gli occhi la mattina. Conosco anche io quei percorsi. So che significa aspettare una diagnosi, correre in ospedale sperando che qualcuno ti riconduca sul binario della speranza. Ho attraversato la sofferenza. Li incontro perché non sono diverso da loro”.

La magia del cinema ha anche la forza di distogliere dalle sofferenze. Per questo motivo è stato realizzato il progetto MediCinema Italia e Fondazione Policlinico A. Gemelli sulla proiezioni cinematografiche all’interno della struttura ospedaliera romana.

E anche per questo progetto Beppe Fiorello ha accettato l’invito dell’ospedale in occasione della proiezione del suo ultimo film “Chi m’ha visto”.

 

 

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