In Italia aumentano le vendite bio

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Il 42% dei consumatori predilige avere sulla propria tavola  alimenti bio e in tutta Italia si registra una crescita considerevole delle vendite green.

E’ notizia di pochi giorni fa che la Regione Emilia-Romagna destinerà ben 48 milioni di euro all’agricoltura biologica e alla sostenibilità agevolando in tal modo il lavoro di 4 mila imprese bio presenti su tutto il territorio. Nonostante questo sia un dato prettamente regionale, in tutta Italia si registra nell’ultimo semestre una crescita considerevole delle vendite green. L’Emilia-Romagna infatti non è la sola area della Penisola ad investire in questo settore ecosostenibile. Seconda è la Toscana rappresentata dal distretto biologico di Fiesole, la cui apertura è stata approvata con una delibera del Comune. Sono 100 le aziende agricole presenti nel comune di Fiesole (Firenze), di cui 30 già certificate alla produzione con metodo biologico o in conversione: il dato è stato reso noto oggi in occasione della presentazione. Nel territorio è diffusa e particolarmente pregiata la coltura dell’olivo, che rappresenta il 60% della superficie agricola complessiva (pari a circa 1.400 ettari).

Sulla base di uno studio realizzato in dicembre, è possibile affermare che il 42% dei consumatori predilige avere sulla propria tavola  alimenti biologici. Se Emilia-Romagna e Toscana investono nel primo step, ossia la produzione degli alimenti, la Lombardia invece traina la spesa nazionale del settore. E la regione più agricola d’Italia vede crescere la sua superficie coltivata a biologico. È la provincia di Pavia, spinta dal riso, a guidare  il boom di coltivazioni biologiche, che in sei anni in Lombardia hanno aumentato del 38 per cento la superficie occupata. Brescia e Mantova seguono a ruota.Il biologico sta crescendo in tutto il mondo”, ha dichiarato Roberto Zanoni, direttore generale di EcorNaturaSì, gruppo di negozi specializzati nella vendita di alimenti bio, aggiungendo che “in Italia il biologico occupa il 14% della superficie agricola nazionale, comincia dunque a essere una quantità significativa”. Per il gruppo il 2018 sarà “un anno di minor crescita”, perché, spiega Zanoni, “la grande distribuzione organizzata ha inserito assortimenti completi e questo sta penalizzando il mondo specializzato. Cresciamo ancora, con nuove aperture ma a ritmi inferiori”. Nel complesso, il fatturato della rete si aggira intorno ai 350 milioni di euro, con incrementi annui del 5-6%.

Inoltre, nei prossimi mesi, con l’avviarsi del nuovo anno scolastico nelle scuole italiane approderanno le mense biologiche certificate, con il fine di migliorare la qualità del cibo da dare agli alunni, oltre ad accrescere una maggiore consapevolezza sullo spreco del cibo. E’ stato annunciato nella giornata del 18 dicembre a Milano, durante una conferenza stampa all’istituto comprensivo Rinnovata Pizzigoni dal sindaco Giuseppe Sala e dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Uno dei caratteri principali delle mense bio sarà rappresentato dal bollino di qualità. Ci sarà quello oro di cui godranno quelle mense scolastiche “che raggiungeranno certi livelli e percentuali di prodotti biologici”. Si tratta dunque del 90% di frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (esclusi i succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine, il 100% di uova, yogurt e succhi di frutta, il 50% di prodotti lattiero-caseari (esclusi gli yogurt), carne, pesce da acquacoltura. Accanto a questo sarà presente anche il bollino argento da assegnare a quelle mense “che non arriveranno al massimo delle percentuali ma faranno dei salti di qualità”, ovvero il 70% di frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine, il 100% di uova, yogurt e succhi di frutta e il 30% di prodotti lattiero-caseari, carne, pesce da acquacoltura.

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