Samara Challenge: dalla finzione alla realtà

Samara Morgan è la protagonista del film horror “The Ring” e stando a quello che si sta leggendo in questi giorni sul web pare ci sia qualcuno che, ispirandosi al film, si aggiri nel cuore della notte per le strade di diverse città italiane, indossando una veste bianca e una parrucca dai lunghi capelli scuri calati sul volto e un coltello in mano, con lo scopo di spaventare i passanti, farsi riprendere e pubblicare il video sui social. La Samara Challenge (mania) provoca delle situazioni di pericolo tanto da richiedere spesso l’intervento dell’ambulanza e delle forze dell’ordine. Gli ultimi episodi hanno visto protagonista una donna di 45 anni della provincia di Caserta che mentre rientrava a casa da lavoro e’ stata aggredita da Samara Morgan. La donna ha riportato delle ferite ed è stata trasportata in ospedale. Altri episodi pericolosi si sono verificati nel napoletano: due ragazzine sono state picchiate, una ad Afragola e l’altra a Gragnano. Anche a Cagliari, Catania e a Roma. Nella capitale la bambina dell’horror è stata avvistata a Quarto Miglio Appio, Centocelle, Pigneto, Casal Bruciato, a San Basilio e Casal Monastero. Cosa sta succedendo alle nuove generazioni? Perché tanta emulazione? Come frenare questo pericoloso fenomeno? Abbiamo chiesto il parere della psicologa-psicoterapeuta Marinella Cozzolino.

 

Dottoressa, ci risiamo. Dopo il caso Blu Whale Challenge, il pericoloso gioco della morte, Balcony, Bringe drinking, arriva Samara Challenge. Perché gli adolescenti mettono in atto delle sfide rischiose per la propria vita e quella degli altri? Quali sono gli elementi scatenanti?

Gli adolescenti di oggi non sono molto differenti da quelli di ieri. Partirei da questo presupposto, innanzitutto. E’ molto inquietante il fatto che gli adulti non abbiano minimamente memoria rispetto a quelle che sono state le loro trasgressioni e le loro sfide durante l’adolescenza. E’ importante chiarire questo per capire che, in realtà sono solo gli strumenti e i contenuti a cambiare, ma non la struttura e la sostanza delle cose. Gli adolescenti hanno bisogno di affermarsi sul gruppo dei pari. Partendo dal dimostrare di “non aver paura”.

 

In poco tempo Samara Challenge, il gioco che si sta diffondendo sui social, è diventato virale. Come lo spiega?

Samara rappresenta la sfida, la sorpresa, il cinismo, la paura e tante altre emozioni dei ragazzi di oggi. Per loro è un gioco, una sfida appunto, niente di più. Sicuramente non hanno la capacità di comprendere le conseguenze delle loro azioni e quindi i rischi che corrono a “giocare” in questo modo, di certo hanno bisogno di giocare con la paura, per avere l’illusione di domarla.

 

Ridere della paura dell’altro pare sia questo lo scopo. Perché?

Perchè se l’altro ha paura di me, se riesco a spaventarlo, significa che su di lui ho potere, che sono più forte di lui, che mi teme. Il concetto di potere, il desiderio di essere leader, popolari, dei nostri ragazzi sta diventando per loro un bisogno primario, ma anche lì non si discostano tanto dagli adolescenti di tanti anni fa o dagli adulti di oggi. Oggi, chi ha potere è “diventato qualcuno” chi non è famoso o non ha potere viene indicato come “non è nessuno”.

 

In che modo frenare fenomeni di questo tipo?

Fenomeni di questo tipo per il momento non si frenano. Si sopportano e si aspetta che passi. La fortuna, paradossale che ci sia una fortuna in tutto ciò, è che queste mode durano pochissimo. I giovani non amano omologarsi, inventeranno altro in tempi brevi. Non sappiamo se sarà meno stupido di questo gioco qui, ma sarà sicuramente altro.

 

Antonio Di Gioia, presidente dell’Ordine degli psicologi di Puglia, regione con il maggior numero di episodi, invita a non dare troppa enfasi al gioco. Lei cosa ne pensa?

Esattamente come lui, penso che bisogna solo aspettare che passi, si tratta di un fenomeno che fa discutere ma che riguarda una percentuale microscopica di ragazzi.

 

Prima come mamma e poi come specialista, qual è il suo consiglio?

A proposito di percentuali, solo pochi ragazzi accettano queste sfide. Sono quelli che maggiormente hanno bisogno d’amore. Quelli per cui l’amore del mondo, la popolarità e l’applauso sono fondamentali. A queste creature ferite di disamore consiglierei di leggersi dentro e di cercare un talento diverso dalla follia per farsi amare.

Nicoletta Mele
Nicoletta Mele
Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
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