Problemi di…convivenza. Covid-19: atto secondo

Il DPCM 26 aprile 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 108 del 27 aprile 2020. Vediamone assieme i contenuti e come convivere con la fase due.

Nell´ultimo decreto è stata annunciata la ripresa, dal 4 maggio, di alcune attività produttive industriali e commerciali considerati settori lavorativi a basso rischio.

Una seconda novità introdotta è la possibilità di incontrare congiunti “purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine”. Ci sarà la possibilità di “rientrare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Infine, si potrà “accedere ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici ma rispettando rigorosamente le misure di sicurezza la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.

Il nuovo decreto, quindi, introduce alcune modifiche che di fatto allentano leggermente la morsa sulle restrizioni che da quasi due mesi ci costringe a fare i conti con l´isolamento. E a chi sperava, forse utopicamente, a un ritorno alla normalità Conte ha risposto: “Non ci sono le condizioni per farlo, la fase 2 è quella della convivenza con il virus non della liberazione”. Non c´è dubbio. Saremo più liberi. Certo, Conte è stato perentorio nell´affermare cheStiamo facendo tanti sacrifici, non è questo il momento di mollare, di un liberi tutti. Quelle annunciate sono misure studiate per alleviare le sofferenze anche psicologiche che stiamo affrontando, ma non significa che buttiamo a mare tutti i sacrifici fin qui fatti. Dobbiamo continuare ad agire in modo responsabile“, ha concluso Conte.

Però ad alcuni non basta. Ma saremmo davvero disposti a barattare la nostra salute per un po´di libertà? Chiaramente il diritto alla libertà di movimento e quello alla salute sono entrambi diritti inalienabili. Tuttavia, il secondo è subordinato al primo, come recita l´articolo 16 della Costituzione, che stabilisce che “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”. L´Articolo 32 sancisce infatti l´impegno della Repubblica a tutelare la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.

Insomma, occorre pazienza, ma prima ancora buon senso. Forse la ricetta per sopportare la quarantena sta tutta qui.

Giuseppe Iannone
Giuseppe Iannone
Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.
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