Leggere un buon libro garantisce benefici alla salute e rafforza il cervello

Leggere non è solo un hobby ma un investimento sulla salute mentale, emotiva e cognitiva di ciascuno. Chi prende un libro in mano lo fa non solo per evadere o conoscere nuovi mondi e storie lontane, ma anche per rafforzare il cervello, alleviare lo stress e, probabilmente (senza saperlo), vivere più a lungo. In un mondo digitale, dedicare parte della giornata alla lettura può diventare uno dei gesti più potenti per prendersi cura di sé. Numerose ricerche scientifiche infatti mostrano che dedicare anche pochi minuti al giorno a un libro può migliorare il benessere in modo concreto.

Secondo uno studio dell’Università del Sussex, sono sufficienti soli sei minuti di lettura per ridurre i livelli di stress del 68%, più di altre attività rilassanti come ascoltare musica o fare una passeggiata. Questo effetto si accompagna a un rallentamento del battito cardiaco e a un rilassamento muscolare.

Ma i vantaggi non sono solo temporanei. Studi condotti in ambito psicologico mettono in luce che la lettura ricreativa (‘reading for pleasure’) ha un impatto positivo anche sulla salute mentale a lungo termine. Uno dei più recenti, riportato da Dors, informa che leggere può ridurre sintomi di ansia e depressione e attenuare sentimenti di solitudine, migliorando il tono dell’umore e sviluppando resilienza emotiva. Inoltre, una ricerca sullo sviluppo cerebrale coordinata da università di Cambridge, Warwick e Shanghai ha coinvolto oltre 10.000 giovani: chi aveva iniziato a leggere per piacere in età precoce (tra i 2 e i 9 anni) mostrava meno stress, migliore attenzione, più empatia e una qualità del sonno superiore rispetto a chi aveva iniziato più tardi o non aveva l’abitudine di leggere.

La lettura stimola anche le funzioni cognitive: memoria, concentrazione, vocabolario ed empatia. Secondo un’analisi di ContoInSalute, leggere aiuta a mantenere attivi i circuiti cerebrali anche con l’avanzare dell’età, contrastando il declino cognitivo. Studi neuroscientifici mostrano che questa costante stimolazione favorisce la plasticità cerebrale, creando nuovi collegamenti neuronali. 

C’è poi un sorprendente collegamento con la longevità: uno studio, citato anche da fonti sanitarie, ha evidenziato che chi legge per almeno 30 minuti al giorno vive mediamente due anni in più rispetto a chi non legge. Questo effetto è attribuito in parte alla ‘riserva cognitiva’: più si stimola il cervello, più si costruisce una difesa contro le malattie neurodegenerative.

Infine, la lettura precoce (fin dall’infanzia) si rivela una strategia di salute pubblica potente. Secondo uno studio pubblicato nel 2025 e sulla base di quanto dimostrato dal progetto ‘Nati per leggere’ chi inizia a leggere da bambino sviluppa una struttura cerebrale più solida e beneficia di un benessere emotivo maggiore durante l’adolescenza e l’età adulta, con meno sintomi di stress e depressione.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola è un giornalista pubblicista iscritto all’Albo dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Ha conseguito la laurea in giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma ed è autore di due pubblicazioni editoriali. Dal 2015 si occupa di informazione, scrivendo prevalentemente di temi legati alla Santa Sede, al teatro e al cinema, oltre che di politiche territoriali, welfare e sanità integrativa. Quest’ultimo ambito rappresenta il focus principale della sua collaborazione con Mutua MBA e con HEALTH magazine.

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