Boom di animali d’affezione, vincono i gatti. Ecco perché è importante sterilizzarli

Sempre più italiani scelgono di accogliere in casa un animale d’affezione: si parla di circa 30 milioni di esemplari diventati veri e propri componenti della famiglia. Tra cani, gatti e piccoli animali domestici, cresce infatti il numero delle persone che decidono di condividere la propria quotidianità con un amico a quattro zampe. Tra le scelte più comuni c’è quella di adottare un gatto, un animale indipendente, in grado di adattarsi bene alla vita in appartamento.

In questi casi tuttavia è indispensabile informarsi anche sugli aspetti legati alla salute e alla gestione dell’animale, soprattutto in relazione ai primi 7 mesi di vita. Tra questi, uno dei più rilevanti è la sterilizzazione, pratica veterinaria consigliata per garantire il benessere dell’animale e prevenire diverse problematiche.

Perché sterilizzare il gatto?
La sterilizzazione, che contribuisce anche alla riduzione di eventuali patologie, è un intervento chirurgico che impedisce la riproduzione dell’animale. Nel caso delle femmine si tratta generalmente dell’asportazione delle ovaie (o di ovaie e utero), mentre nei maschi consiste nella rimozione dei testicoli. I veterinari raccomandano questo intervento per ragioni disparate. In primo luogo, aiuta a prevenire cucciolate indesiderate, contribuendo a ridurre il fenomeno del randagismo. Inoltre può diminuire alcuni comportamenti tipici legati al periodo riproduttivo, come miagolii insistenti, fughe da casa o marcature territoriali.

In genere viene consigliata quando il gatto raggiunge i 5-6 mesi di età, prima o subito dopo il primo calore nel caso delle femmine. Tuttavia il momento più adatto può variare in base allo stato di salute e alle indicazioni del veterinario.

Come preparare il gatto all’intervento
Generalmente è necessario tenere il gatto a digiuno nelle ore precedenti all’intervento, seguendo le indicazioni fornite dal veterinario. È importante anche predisporre a casa un ambiente tranquillo dove l’animale possa riposare al rientro.

Dopo l’intervento infatti il vostro amico a quattro zampe può apparire un po’ stanco o disorientato a causa dell’anestesia, ma nella maggior parte dei casi il recupero è piuttosto rapido.

Nei giorni successivi è consigliabile: tenere il gatto in un ambiente calmo e sicuro, controllare la ferita chirurgica, evitare che l’animale si lecchi la zona operata (spesso viene utilizzato il collare elisabettiano), seguire la terapia antibiotica o antidolorifica prescritta dal veterinario, limitare salti o attività intense per qualche giorno

Il controllo post-operatorio serve a verificare che la cicatrizzazione proceda correttamente.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola è un giornalista pubblicista iscritto all’Albo dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Ha conseguito la laurea in giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma ed è autore di due pubblicazioni editoriali. Dal 2015 si occupa di informazione, scrivendo prevalentemente di temi legati alla Santa Sede, al teatro e al cinema, oltre che di politiche territoriali, welfare e sanità integrativa. Quest’ultimo ambito rappresenta il focus principale della sua collaborazione con Mutua MBA e con HEALTH magazine.

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