GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE 2016, L’OBIETTIVO È SCONFIGGERE IL DIABETE

Sono circa 350 milioni le persone che soffrono di diabete nel mondo, un numero destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni. E proprio a questa malattia l’Oms ha deciso di dedicare la Giornata mondiale della salute 2016, che si celebra il 7 aprile. Gli obiettivi principali sono tre: aumentare la prevenzione, rafforzare la cura e migliorare la sorveglianza.
 
Il 7 aprile, come ogni anno, l’Organizzazione mondiale della Sanità, in occasione del proprio compleanno – è nata il 7 aprile 1948 -, celebra la Giornata mondiale della salute, scegliendo un tema prioritario per la salute globale. Per l’edizione 2015 il tema scelto era la sicurezza alimentare, per il 2016 l’Oms ha deciso invece di dedicare la giornata alla lotta al diabete, con la campagna “Beat diabetes”. Si punta a sensibilizzare la popolazione, ad accrescere la consapevolezza della diffusione della malattia, del suo peso e delle sue conseguenze. L’obiettivo è avviare una serie di azioni specifiche, efficaci e sostenibili per contrastare il diabete, in particolare per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura. Alla fine, verrà lanciato il primo Global report che ne descriverà il peso della malattia e le conseguenze e raccomanderà ai sistemi sanitari di migliorarne la sorveglianza, promuoverne la prevenzione e rafforzarne la gestione.
Diabete #WorldHealthDayIl diabete è un gruppo di malattie metaboliche che hanno come manifestazione principale un aumento di concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia). Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici all’interno delle cellule. Quando l’insulina è prodotta in quantità non sufficiente dal pancreas oppure le cellule dell’organismo non rispondono alla sua presenza, nel sangue si avranno livelli di glucosio più alti del normale (iperglicemia) favorendo, così, la comparsa del diabete. La diagnosi di diabete è certa con un valore di glicemia di 200 mg/dl, rilevato in qualunque momento della giornata o due ore dopo un carico di glucosio. Nel tempo può causare gravi danni al cuore, ai nervi, agli occhi o ai reni.  Comprende due forme principali: il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 1, pur insorgendo ad ogni età, colpisce prevalentemente bambini e adolescenti. In genere, ha un esordio rapido, brusco, con variazioni stagionali e differenze geografiche. Diverse evidenze indicano che si tratti di una malattia autoimmunitaria (l’organismo distrugge parte delle sue stesse cellule). I fattori di rischio non sono conosciuti con certezza, ma alcuni esperti hanno ipotizzato un coinvolgimento di infezioni virali intrauterine, predisposizione genetica ed altri. Il diabete di tipo 2 insorge tendenzialmente in età adulta e il rischio di comparsa aumenta con l’età. Ha solitamente un esordio più lento e progressivo rispetto al diabete di tipo 1. Tra i fattori di rischio accertati vi sono: sovrappeso/obesità, dieta sbilanciata, vita sedentaria, ipertensione, valori alti di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue, familiarità, e altri. Nell’80% dei soggetti affetti si osserva obesità e nella quasi totalità dei casi resistenza all’insulina.
Nel complesso, il diabete una delle patologie croniche più diffusa nel mondo e rappresenta una delle più rilevanti e costose malattie sociali della nostra epoca, sia per il suo carattere di cronicità e per la tendenza a determinare complicanze nel lungo periodo, ma anche per il progressivo spostamento dell’insorgenza verso età giovanili. In tutto il mondo, sono circa 350 milioni le persone che soffrono di diabete, un numero purtroppo destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni. La malattia è infatti in rapida crescita in molti Paesi, soprattutto in quelli a basso e medio reddito, e si stima che entro il 2030 sarà la settima principale causa di morte a livello globale. Di conseguenza, i costi per la cura di questa malattia rappresentano una quota costantemente in aumento nei budget di tutti i Paesi; l’Oms lo ha inserito tra le patologie su cui maggiormente investire, dato il crescente peso assunto anche nei Paesi in via di sviluppo. Nel 2010 la spesa per il trattamento dei pazienti diabetici è stata stimata intorno all’11,6% della spesa sanitaria mondiale; Francia, Germania, Spagna e Regno Unito rappresentano circa il 50% della spesa europea. La spesa italiana, secondo dati del ministero della Salute, rappresenta circa il 10% della spesa europea, con un dato pro capite sensibilmente più basso di quello registrato in Francia, Germania e Regno Unito.
Secondo dati Istat nel nostro Paese il diabete colpisce il 5,5% della popolazione (oltre 3 milioni di persone nel 2014), percentuale che aumenta con l’età, fino a raggiungere il 20,3% nelle persone con età uguale o superiore ai 75 anni. Nel 2013 il Ministero della Salute ha istituito “Il Piano Nazionale Diabete”, in cui ha definito alcune iniziative sulla prevenzione, diagnosi e gestione della patologia. In moltissimi casi, il diabete si può facilmente prevenire: uno stile di vita sano, con attenzione alla alimentazione e all’attività fisica aiuta sicuramente a prevenire, o almeno a ritardare, i casi di diabete di tipo 2, che rappresentano il 90% del totale. Può essere tenuto sotto controllo, ma è una patologia cronica che deve essere adeguatamente gestita, proprio per evitare, nel tempo, pericolose e importanti complicanze come la cecità, la dialisi, il piede diabetico, con rischio di amputazione degli arti inferiori. Purtroppo, non si può guarire.
La prevenzione e la cura del diabete rientra nell’obiettivo del Sustainable Development Goal 3, il terzo dei diciassette obiettivi decisi nell’ambito del Summit sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite:
“Ensure healthy lives and promote well-being for all at all ages” (garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età).
Tra gli obiettivi, si punta a ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie croniche non trasmissibili, a conseguire una copertura sanitaria universale e a fornire l’accesso ai farmaci essenziali a prezzi accessibili – il tutto entro il 2030.
Sul sito ufficiale dell’Oms si possono reperire materiali e ulteriori informazioni sulla Giornata mondiale della salute. Per la campagna internazionale, sono stati prodotti posters e materiali multimediali disponibili in sei lingue (arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo), ed è possibile segnalare eventi anche a livello locale, con l’obiettivo di promuovere azioni che in qualche modo mirino alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura del diabete. C’è anche un quiz a risposta multipla per i più giovani.
Il diabete è stato definito proprio dall’Oms come “l’epidemia dei primi venticinque anni del terzo millennio’”, e richiede pertanto interventi continui per prevenire o ridurre le complicanze ad essa collegate. L’arma migliore per contrastarlo è la prevenzione. L’operato di Mutua MBA, prima società di mutuo soccorso per numero di soci, è sempre stato caratterizzato da una forte enfasi sulla prevenzione. Crede fortemente che la salute dell’individuo e la sua capacità di vivere nel proprio contesto sociale passino da un stile di vita sano e dal benessere psico-fisico perché “la salute è una dimensione essenziale del benessere individuale”. Ricordiamo a tutti che è quindi importante mantenere uno stile di vita sano, con una alimentazione corretta e tanta attività fisica. La prevenzione, anche quando si è giovani, è fondamentale!

Mariachiara Manopulo
Mariachiara Manopulo
Bolognese di nascita e quasi romana d’adozione, mi sono laureata in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica, e specializzata prima con un Master in diritto parlamentare e valutazione delle politiche pubbliche e poi con un Master in Digital PR e Media Relations. Ho avuto diverse esperienze nel settore della comunicazione; dopo più di tre anni passati nell'ufficio stampa di un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, ora lavoro nell'ufficio Comunicazione e Marketing di Health Italia.
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