Coronavirus: al via la costruzione di un ospedale nella città di Wuhan

Previste nuove misure di controllo in Italia e un piano di evacuazione per gli italiani presenti sul territorio cinese.

“Ci appare che la capacità di diffusione del virus si stia rafforzando. Il periodo di incubazione può variare tra 1 e 14 giorni. Questo coronavirus si trasmette anche durante l’incubazione, diversamente da quello della Sars. La conoscenza che abbiamo al momento del coronavirus è limitata.” Le parole alla stampa di Ma Xiaowe, ministro della Commissione sanitaria nazionale di Pechino.

Purtroppo il numero dei contagi e delle vittime causate dal Coronavirus, il nuovo virus responsabile dell’epidemia scoppiata in Cina nella città di Wuhan nella provincia di Hubei, continua a salire. In Cina sono circa 1985 le persone contagiate, incluse le 10 tra Macao e Taiwan, e 56 le vittime. Secondo quanto riferito dalle autorità cinesi, tra venerdì 24 e sabato 25 gennaio, sono state confermati 15 decessi da Coronavirus: 11 uomini e 4 donne di eta’ compresa tra i 55 e gli 87 anni, e di questi 3 fuori dalla città di Wuhan, luogo dove è scoppiata l’epidemia. In tutta l’Asia sono stati confermati casi di contagio: 2 in Corea del Sud, 2 in Giappone, 3 a Taiwan, 1 in Nepal, 5 in Thailandia, 3 in Malesia e 3 a Singapore. Arrivano altre conferme anche al di fuori dei confini asiatici: 1 in Australia e 2 negli Stati Uniti. In Europa la Francia riferisce che sono 3 le persone contagiate dal virus, mentre in Italia si era parlato di un caso a Bari, smentito immediatamente dopo i dovuti accertamenti. La Cina ha messo in campo tutte le misure necessarie per arginare la diffusione del virus con rigidi controlli e la limitazione degli spostamenti in occasione del Capodanno cinese, in alcune città come Pechino e Macao i festeggiamenti sono stati addirittura annullati.

Le autorità cinesi hanno comunicato l’inizio dei lavori per la costruzione, prevista in pochi giorni con consegna il 3 febbraio, di un ospedale di 1000 posti letto nella città di Wahan per trattare i casi di contagio.

Inoltre, nel progetto di emergenza scientifico-tecnologico del Ministero cinese è stato istituito un gruppo di ricerca nazionale formato da 14 esperti. Il team, con a capo lo specialista di pneumologia, Zhong Nanshan, noto per il lavoro svolto nella lotta alla Sars scoppiata nel 2003, offrirà supporto scientifico-tecnologico con l’obiettivo di monitorare il visus, i metodi di rilevamento, l’evoluzione del genoma e lo sviluppo di vaccini.

Qual è la situazione in Italia?

Nel nostro Paese, la task force istituita dal Ministero della Salute per affrontare l’emergenza si è riunita ieri 26 gennaio, alla presenza del Ministro Speranza, per decidere le nuove misure di prevenzione che prevedono negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa il controllo della temperatura corporea di passeggeri direttamente sugli aerei provenienti dalla Cina. A tal proposito, è stato rafforzato il personale: 32 sono i medici e gli infermieri impegnati su Roma e 28 a Milano Malpensa. “E’ una misura precauzionale perchè in Italia non si sono registrati dei casi di contagi”. La dichiarazione di Giuseppe Ruocco, sottosegretario generale al Ministero della Salute e Chief Medical Officier nelle istituzioni europee e internazionali. Sono stati infatti smentiti i due casi di contagio uno a Bari e l’altro a Genova. Anche in questo secondo caso gli esami svolti ieri ad una donna ricoverata all’ospedale San Martino di Genova dopo un viaggio in Cina, sono risultati negativi.

Rinviati i festeggiamenti del capodanno cinese previsti per il 2 febbraio. Lo ha fatto sapere tramite l’agenzia Ansa il portavoce della comunità cinese a Roma, Lucia King. “Abbiamo concordato – ha spiegato – in modo congiunto con tutta la comunità che la festa deve essere rinviata perché c’è gente che sta male e non è il caso di festeggiare. Ci dispiace perché i preparativi duravano da tre mesi, ma in questo momento è la scelta migliore. Comunicheremo in seguito una nuova data”. Stesso provvedimento anche per Milano.

Per quanto riguarda gli italiani che si trovano nelle zone “rosse” dove e’ scoppiata l’epidemia, è stato previsto un piano di evacuazione. Sono circa 50, tra quelli iscritti all’AIRE (registro italiani residenti all’estero) e turisti, gli italiani presenti nella città di Wuhan e nella regione dell’Hubei e avranno la possibilità di utilizzare un trasferimento via terra al di fuori dell’Hubei, ma questo comporta necessariamente un successivo periodo di osservazione di 14 giorni in una struttura ospedaliera. Questo è quanto dichiarato all’Ansa dalle fonti della Farnesina. Coloro che invece scelgono di restare, avranno un filo diretto con l’ambasciata d’Italia a Pechino, per ricevere tutti i consigli e le indicazioni del caso. L’ambasciata d’Italia a Pechino, in raccordo con l’Unità di Crisi della Farnesina, si fa sapere, è in contatto con tutti i connazionali presenti a Wuhan e nell’Hubei e sono state predisposte tutte le possibili misure per assistere gli italiani e ridurre i disagi nel limite del possibile.

Nicoletta Mele
Nicoletta Mele
Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Fondazione Health Italia_728

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *