Consigli pratici per evitare gli sbalzi di temperatura dell’insulina in frigo

Molti medicinali, insulina inclusa, rischiano di essere danneggiati se esposti a temperature troppo elevate o troppo basse.
Nel caso dell’insulina, in particolare, una parte dei peptidi che la compongono diventano inattivi, con conseguenti variazioni di efficacia e livelli di zucchero del sangue che non scendono, senza la possibilità di sapere con certezza se il problema è legato all’insulina stessa o ad altri fattori.
La Società italiana di diabetologia indica le modalità corrette di conservazione dell’insulina (www.siditalia.it):

  • L’insulina (o la penna pre-riempita) in uso: non va conservata in frigorifero ma a temperatura ambiente e può essere usata in sicurezza per circa 1 mese dal primo utilizzo. Inoltre deve essere protetta da temperature estreme, da eccessivi sbalzi di temperatura e da luce solare.
  • L’insulina non in uso: va conservata in frigorifero (2/8 °C), mai nel congelatore, va estratta almeno 30 minuti prima dell’iniezione e portata a temperatura ambiente tenendola nel palmo della mano per qualche minuto. È importante tenere di scorta almeno una penna (o una siringa e un flacone di insulina) nel caso in cui si rompa la penna.

Quando si parla di conservazione dei farmaci alla temperatura corretta, la preoccupazione più diffusa è relativa al trasporto (esistono per questo specifici frigoriferi portatili). Non tutti però si rendono conto di quanto il vero rischio nella conservazione dei medicinali sia rappresentato dal frigorifero di casa. Le fluttuazioni di temperatura del frigorifero, con il relativo discostamento nell’arco di una giornata dalla temperatura nominale impostata dal sensore apposito, sono state oggetto di uno studio dedicato finanziato da MedAngel, la casa che produce un particolare termometro a sensore digitale bluetooth collegato con una App per il monitoraggio regolare delle temperature. Lo studio, svolto dalla Charité University of Medicine di Berlino, ha coinvolto quasi 400 persone negli USA e in Europa nell’arco di oltre un anno, utilizzando appunto il termometro MedAngel ONE per tracciare l’andamento della temperatura di conservazione dell’insulina nel frigorifero o nella borsa per kit diabetico. La ricerca, che ha avuto una ampia risonanza a livello mondiale, ha evidenziato come l’insulina conservata nel frigorifero di casa rimanga fuori dal range di temperature raccomandate per circa due ore e mezza al giorno, con addirittura il 17% di frigoriferi che raggiungono temperature di congelamento (al di sotto dello 0˚C) al di fuori del congelatore stesso. È emerso quindi non solo il fatto, del resto già noto e intuitivo, che nel frigorifero esistono zone più calde e zone più fredde, ma che spesso tali zone siano ben lontane dall’intervallo raccomandato di 2–8°C e che alcune sono esposte appunto al rischio concreto di congelamento. Le temperature fluttuano aumentando o diminuendo a intervalli temporali; è inoltre indispensabile regolare le impostazioni del termometro integrato nel frigorifero al cambiare delle stagioni e con il passare del tempo, quando il frigorifero stesso diventa vecchio.
Cosa fare allora?
Il sito stesso della MedAngel propone consigli pratici per ridurre al minimo il rischio di alterazione dei farmaci dovuto alla incorretta temperature di conservazione:

  • Fare attenzione alle zone calde o fredde – In generale la zona centrale del compartimento intermedio è la più sicura. Gli sportelli, ovvero il cosiddetto scomparto del burro, sono le zone più calde. Le pareti e le zone a ridosso del congelatore sono le più fredde.
  • Utilizzare contenitori ermetici – Riporre i medicinali non aperti in questo tipo di contenitori prima di disporli nel frigorifero costituisce una soluzione semplice ed efficace per proteggerli dalle fluttuazioni di temperatura.
  • “L’altro” frigorifero – Qualora in casa siano presenti due frigoriferi, preferire quello meno utilizzato per conservare i medicinali.
  • Termometro digitale – Utilizzare nel proprio frigorifero un sensore di temperatura per misurare la temperatura reale, proprio come fanno le società di distribuzione di prodotti farmaceutici, gli ospedali e le farmacie.
Marilena Falcone
Marilena Falcone
Marilena Falcone - Laureata in ingegneria meccanica biomedica nel 1994, ha sempre coltivato la passione per la comunicazione parlata e scritta: si è quindi progressivamente allontanata dal settore prettamente tecnico e da diversi anni è diventata traduttrice e contributor di magazine online, con una attenzione particolare alle tematiche dell’attualità sociale e della salute.
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