Alla Sapienza il primo corso di laurea sulla Lis

Un corso di laurea sulla Lingua dei segni italiana, anche conosciuta come Lis, con tanto di programma di apprendimento pratico della Lis e della lingua dei segni tattile. È la Sapienza di Roma la prima Università pubblica del nostro paese a presentare, tra gli oltre 700 corsi che partiranno da settembre,  un corso di laurea per formare gli interpreti professionisti di Lingua dei segni. Le lezioni saranno impartite al dipartimento di Lettere e culture moderne, in collaborazione con le più prestigiose e riconosciute realtà pubbliche e private che si occupano di sordità e lingua dei segni. Un risultato importante in un territorio – quello del linguaggio per le persone sorde – non del tutto sostenuto da un vero e proprio percorso dedicato.

“Per la nostra Università è un motivo di grande orgoglio – commenta la rettrice Antonella Polimeni – essere riusciti a costruire per primi questo nuovo percorso di laurea; gli iscritti acquisiranno specifiche competenze sia teoriche sia applicate che permettono di operare, in maniera critica e consapevole, nei vari ambiti della mediazione linguistica e culturale con la comunità segnante costituita da persone sorde e udenti e da persone con disabilità e comorbilità. Si tratta per la Sapienza di un impegno che non è solo didattico e scientifico, ma anche, vorrei dire soprattutto, civile e sociale”.

Come esistono tante lingue vocali, ognuna delle quali è legata ai valori e alle caratteristiche dei suoi utenti, così sappiamo che esistono tante lingue dei segni differenti. Nell’ultima edizione del database internazionale Ethnologue ne sono elencate 144. La maggior parte delle persone sorde, indipendentemente dall’età in cui apprende una lingua dei segni, vive in una condizione di bilinguismo e utilizza con maggiore o minore competenza almeno due lingue: la lingua scritta e parlata dell’area geografica in cui abita e la lingua dei segni utilizzata dalla comunità dei sordi in quello stesso paese. François Grosjean, uno dei massimi studiosi del bilinguismo, ha sostenuto che bisogna assicurare ai bambini sordi il diritto di crescere bilingui.
 

La lingua dei segni Italiana è una lingua naturale veicolata attraverso il canale visivo-gestuale e utilizzata nel territorio italiano da parte dei componenti della comunità sorda segnante, che possono essere sordi o udenti, segnanti nativi o tardivi. Quella raggiunta in questi giorni rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso avviato dal 19 maggio 2021 quando l’Italia ha riconosciuto la Lingua dei Segni Italiana. A seguito di anni di battaglie e pubbliche manifestazioni questo risultato ha sancito l’inizio di un cammino segnato dalla piena inclusione, accessibilità totale, servizi di qualità su tutto il territorio, la garanzia di tutti i diritti di cittadinanza e l’abbattimento di ogni barriera.

Queste nuove figure professionali che si formeranno tra i banchi della Sapienza eleveranno la qualità del servizio al cittadino negli ospedali, negli sportelli pubblici o come guide turistiche, per facilitare la vita di tante persone, sorde e parlanti, o affette da disabilità e comorbilità, in riferimento alle patologie che le rendono particolarmente fragili. Il corso “Comunicazione e Interpretariato in Lingua dei Segni italiana (Lis e LISt) ha una durata complessiva di tre anni e agli studenti iscritti verrà richiesto di studiare diverse discipline, dalla semiotica alla legislazione relativa alla disabilità, passando per la filosofia del linguaggio e gli aspetti psicologici, antropologici delle teorie e delle tecniche della traduzione. A partire dal secondo anno partiranno gli stage per un totale di 48 crediti formativi.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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