Febbri malariche ed “esotiche”. A Cesena e Firenze due casi creano apprensione

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

È tornata da poco da un viaggio tropicale ma è stata ricoverata d’urgenza nel reparto delle malattie infettive dell’ospedale di Forlì per aver contratto il virus dengue, malattia virale tropicale e sub-tropicale trasmessa dalle zanzare, diffusa principalmente nel sud-est asiatico. È questo un caso che arriva dal Cesenate. Un altro, molto vicino per origine, è stato riscontrato a Firenze dove a un uomo con febbri alte è stato diagnosticato lo stesso virus. Secondo quanto spiegato dalla Asl, la patologia sarebbe stata contratta in una regione tropicale. Pertanto sia in Romagna che nel Fiorentino il personale del servizio prevenzione dell’Azienda sanitaria ha effettuato un sopralluogo per verificare l’area dove hanno soggiornato i malati richiedendo ai Comuni l’esecuzione di una rapida disinfestazione urgente.

Un viaggio esotico affascina, diverte, rilassa, ma nasconde tra le sue pieghe non poche complicanze soprattutto se si parte senza aver dato importanza ai rischi per la salute. “Più si è informati, meno rischi si corrono e più pericoli si evitano”. A sostenerlo il dottore Massimo Galli, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali che all’Ansa offre i consigli da infettivologo agli italiani in partenza e le sue riflessioni partono proprio dalle zanzare.

La decisione di assumere una profilassi antimalarica va presa con il supporto di un medico, la malaria infatti può avere un decorso abbastanza grave, soprattutto per quei visitatori che fino a quel momento non hanno mai incontrato un parassita di quel tipo. Il dottor Galli pertanto esorta i futuri visitatori di mete esotiche a considerare l’alto tasso di rischio a cui ci si sottopone se non ci si vaccina alla vigilia della partenza.  I dati del ministero della Salute riferiti al periodo 2010-2015 dimostrano che i casi di malaria importati sono stati 3.633, il 20% dei quali diagnosticati in cittadini italiani che per il 22% si erano recati in zone malariche per turismo. Tutti i farmaci antimalarici vanno assunti a stomaco pieno e con un bel bicchiere d’acqua. La profilassi antimalarica non esime dall’utilizzo di altre precauzioni: uso dei repellenti per insetti e delle zanzariere.

Essere cauti e previdenti dunque non guasta mai, anche se si è in partenza per mete lontane e affascinanti. Per questa ragione l’esperto rammenta alcuni punti di fondamentale importanza. Le precauzioni hanno un ruolo chiave per tutto quanto non è malaria e viene trasmesso da punture di zanzare, cioè per Dengue, Zika, Chikungunya. In più, per quanto riguarda la Febbre gialla esiste un vaccino, il certificato internazionale deve essere obbligatoriamente esibito per l’ingresso in alcuni Paesi. A causa dell’epidemia di febbre gialla in corso, l’Oms raccomanda la vaccinazione per i viaggiatori diretti in Brasile.

Inoltre, mentre le zanzare della malaria si nutrono prevalentemente al tramonto o all’alba, altre sono attive anche nelle ore diurne della giornata. È questo il caso della famosa zanzara tigre, responsabile della diffusione del virus Chikungunya nel 2007 in Romagna e nel 2017 nel Lazio e in Calabria. Lo stesso Galli consiglia di evitare abiti dai colori sgargianti e di utilizzare repellenti per zanzare anche di giorno. In Austria e nella Repubblica Ceca, ad esempio, è raccomandata la vaccinazione contro il virus dell’encefalite da zecche, che è segnalata anche in Trentino-Alto Adige e nelle montagne del Bellunese. Tra le infezioni trasmesse da zecche c’è anche la malattia di Lyme.

Arriviamo adesso al cibo, alle bevande e alle abitudini da viaggio. Quando si viaggia in zone igienicamente poco sicure è consigliabile non aggiungere ghiaccio alle bevande sigillate. I molluschi crudi presentano sempre un margine di rischio per infezioni, così come il pesce crudo che non sia stato sottoposto ad abbattimento a -30° può essere fonte di parassiti multicellulari. Attenzione anche alle insalate. In molti di questi casi la vaccinazione orale è un’opzione da non sottovalutare.

È meglio evitare di fare il bagno in acque dolci dei Paesi tropicali, specie nelle aree in cui è nota la presenza di Schistosomiasi, infezione causata da vermi piatti.

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