“Vogliamo Zero Epatite C ”, parte la nuova campagna di EpaC Onlus

L’Epatite C è una malattia cronica, subdola e asintomatica, causata dal virus HCV. L’Associazione EpaC Onlus ha lanciato in questi giorni una nuova campagna informativa e di raccolta fondi.

L’ Epatite C è una malattia cronica, causata dall’infezione del fegato da parte del virus HCV (Hepatits C Virus). Spesso non presenta sintomi evidenti ma, nel tempo, può portare a un progressivo peggioramento causando seri danni al fegato e a tutto l’organismo. È una malattia subdola e asintomatica, e proprio per questo, la diagnosi spesso è tardiva.
L’infezione avviene tramite sangue infetto, che penetra nel torrente sanguigno con da oggetti appuntiti e taglienti contaminati.  Le cause del contagio sono attribuibili per lo più a trasfusioni di sangue o emoderivati effettuati prima degli anni 90; all’uso di droghe iniettive; a interventi chirurgici ed estetici eseguiti con materiale non sterilizzato; a tatuaggi e piercing eseguiti in ambienti non igienicamente protetti e sterilizzati (es. carceri o istituti non certificati). Anni fa erano causa di contagio anche le siringhe di vetro riutilizzate su più persone.
Secondo le ultime stime, nel mondo sono circa 80 milioni le persone colpite dal virus dell’epatite C.
In Italia, la diffusione del virus ha avuto un picco di diffusione tra gli anni 60 e la metà degli anni 80. Negli ultimi anni, grazie ad una migliore conoscenza della malattia e di un migliore livello igienico-sanitario, il numero delle infezioni è sensibilmente diminuito. Ogni anno si verificano circa 1200 nuovi casi e si stima siano circa 300 mila le persone con diagnosi accertata di Epatite C, perlopiù ricomprese nella fascia di età di 35-75 anni. A causa dell’alto tasso di cronicizzazione, ci sono però tantissimi portatori cronici. Molti di loro non sanno nemmeno di aver contratto l’infezione. Quanti, non si sa, nessuno è in grado di fornire cifre attendibili.
Quel che è certo è che l’epatite C, nel nostro Paese, è la causa principale delle epatiti croniche, delle cirrosi, dei tumori al fegato, dei trapianti di fegato e dei decessi di malati di AIDS (coinfetti). Sono circa 10.000 le persone che ogni anno muoiono a causa di questa malattia e delle sue complicanze.
Soprattutto nella fase iniziale, i sintomi della malattia sono lievi, spesso ingannano sia il paziente che il medico. Tra i sintomi principali ci sono dolori alle articolazioni e ai muscoli, nausea, mancanza di appetito, dolore nelle zone del fegato, stanchezza cronica, spossatezza, calo della libido. Ma ogni caso è a sé, ogni malato può manifestare sintomi e complicazioni diverse, e l’evoluzione della patologia è variabile nel tempo.
L’epatite C ha anche un forte impatto psicologico, non si possono sottovalutare le conseguenze per un malato e per la sua famiglia: l’isolamento e la discriminazione.
Quello che deve essere chiaro e che tutti devono sapere è che dall’epatite C si può guarire! negli ultimi 30 anni, la medicina ha fatto enormi passi avanti: non esiste un vaccino per prevenire l’infezione ma grazie a terapie e farmaci si può eliminare il virus e guarire completamente. L’Oms ha posto un obiettivo importante: entro il 2030 ridurre del 95% le infezioni da Virus epatici entro il 2030, diminuendo i decessi collegati del 65%. Una strategia a cui tutti i Paesi devono aderire e contribuire alla sua riuscita.
L’Associazione EpaC Onlus ha lanciato in questi giorni la campagna “Vogliamo Zero Epatite C”, per informare e sensibilizzare la popolazione sulla malattia, sulle sue gravi conseguenze e sulle cure oggi disponibili. L’obiettivo è raccogliere fondi per realizzare un Numero Telefonico Verde per l’epatite C, gestito da operatori dell’Associazione, specializzati nell’attività di counselling, che avranno il compito di dare sostegno e informazioni prima e dopo la diagnosi della malattia, indirizzando le persone ai Centri Specializzati più vicini e seguendole durante il percorso di un eventuale terapia. Il tutto con la collaborazione di Infettivologi e Gastroenterologi qualificati.

I pazienti e le loro famiglie spesso si perdono nel mare di informazioni, a volte anche non proprio corrette. Hanno quindi bisogno di consigli e informazioni utili sulla sua gestione e sui luoghi di cura. Proprio perché l’epatite si può curare, è assolutamente fondamentale che le persone che vogliono accedere alle terapie abbiano informazioni corrette. I fondi per realizzare questo importante progetto sono raccolti proprio in questi giorni, tramite l’invio di un sms solidale al numero 45544. Si può donare anche online tramite carta di credito e PayPal, oppure tramite bonifico.
La campagna ha diversi testimonial d’eccezione. Questo fine settimana scende in campo anche il calcio, in occasione della 23ma giornata della Serie A.
Ciro Immobile, Riccardo Montolivo, Hernan Crespo, e il Campione olimpico di Scherma, Oro nel Fioretto a Rio 2016, Daniele Garozzo, invitano i tifosi a donare con spot e video appelli in tv e sui social network. Insieme a loro, il giornalista sportivo Gianluca di Marzio e la conduttrice e scrittrice Rosanna Lambertucci.
“Dobbiamo agire velocemente per informare tutti quei pazienti che hanno l’Epatite C ma ancora non si sono recati presso un centro specializzato per agevolare il loro percorso terapeutico sino alla guarigione, evitando che la malattia peggiori – ha sottolineato Ivan Gardini, presidente di EpaC -. Quella dell’OMS è una strategia ambiziosa, ma abbiamo gli strumenti per raggiungere gli obiettivi annunciati. Ad oggi non esiste un vaccino per l’Epatite C, ma l’introduzione dei nuovi farmaci antivirali ad azione diretta, rende possibile la guarigione della quasi totalità dei pazienti trattati entro 3-6 mesi. Ci aspettiamo che le autorità sanitarie garantiscano in tempi molto brevi e una volta per tutte l’accesso a questi nuovi farmaci per tutti i pazienti eleggibili ad una cura”.

Mariachiara Manopulo
Mariachiara Manopulo
Bolognese di nascita e quasi romana d’adozione, mi sono laureata in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica, e specializzata prima con un Master in diritto parlamentare e valutazione delle politiche pubbliche e poi con un Master in Digital PR e Media Relations. Ho avuto diverse esperienze nel settore della comunicazione; dopo più di tre anni passati nell'ufficio stampa di un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, ora lavoro nell'ufficio Comunicazione e Marketing di Health Italia.
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