Società sportive dilettantistiche: scatta obbligo del defibrillatore

Le norme sono stringenti, senza defibrillatore non sarà possibile svolgere attività sportive.

Da oggi, 1 luglio, entra in vigore l’obbligo anche per le società sportive dilettantistiche del defibrillatore semiautomatico. Finalmente la legge Balduzzi (189/2012) viene definitivamente applicata anche alle società dilettantistiche, dopo diversi rinvii. L’obiettivo è evitare morti tragiche come quella del calciatore del Livorno Piermario Morosini, avvenuta in un campo di calcio nel 2012, o quella di Eugenio Rossetti, morto lo scorso ottobre per un arresto cardiaco durante una partita di basket.
Ogni anno, nel nostro Paese, si registrano circa 50mila casi di morte cardiaca improvvisa (MCI). Si stima che per la maggior parte siano giovani sotto i 35 anni, e nell’ ‘80% dei casi si tratta di morte per cardiopatia ischemica. Grazie all’uso del defibrillatore, tanti potrebbero salvarsi, soprattutto se si interviene subito. Ogni minuto che passa la possibilità di salvarsi si riduce del 10%. Poche settimane fa si è svolta allo Juventus Stadium di Torino la Partita del Cuore, un evento di beneficenza. Ed è stato proprio il defibrillatore a salvare la vita ad un ragazzo di ventisei anni, colpito da arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare mentre prestava servizio come steward. Il giovane è stato subito defibrillato dal personale della Croce Verde e trasportato cosciente alla Cardiologia dell’ospedale Maria Vittoria. La storia ha avuto un lieto fine grazie all’intervento dei medici ma prima ancora grazie alla presenza dell’apparecchio nelle tribune dello stadio.

Il decreto interministeriale Salute-Sport del 21 giugno su “Linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche”, chiarisce alcuni passaggi, finora poco chiari, del decreto 24 aprile 2013 “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita”. Prevede l’obbligo di dotazione e impiego del defibrillatore semiautomatico per le società sportive dilettantistiche se utilizzano un impianto sportivo che sia dotato di defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata e  sia presente una persona formata al suo utilizzo durante  le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali, durante lo svolgimento di attività sportive competitive e ‘attività agonistiche di prestazione’ organizzate dagli Enti di promozione sportiva e da altre società dilettantistiche.
Le società hanno l’obbligo di verificare sia la presenza dei defibrillatori all’interno dell’impianto sportivo prima dell’inizio delle gare, sia della presenza del loro eventuale utilizzatore, pena “l’impossibilità di svolgere le attività sportive”.
Come ha sottolineato il ministro dello Sport, Luca Lotti, in un post su Facebook, questo provvedimento è “un modo di rendere più sicuri e tutelati i tanti momenti di agonismo e di esercizio fisico che si praticano ogni giorno nel nostro ricchissimo mondo dello sport non professionistico. Troppo spesso funestato da tragedie evitabili grazie alla presenza di uno strumento tecnologico che può salvare la vita. Non sono pochi gli atleti che per tanti motivi si possono trovare in una condizione di emergenza mentre fanno sport”.
Dall’obbligo sono esenti alcune attività a ridotto impegno cardiocircolatorio, oltre a quelle svolte al di fuori degli impianti sportivi, visto che non è possibile garantire la presenza del defibrillatore durante il loro svolgimento: tiro a segno con armi sportive da caccia e archi, il biliardo, le bocce, il bridge, la dama, le freccette, il minigolf, la pesca sportiva, e tante altre, elencate in un testo allegato al decreto.

Mariachiara Manopulo
Mariachiara Manopulo
Bolognese di nascita e quasi romana d’adozione, mi sono laureata in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica, e specializzata prima con un Master in diritto parlamentare e valutazione delle politiche pubbliche e poi con un Master in Digital PR e Media Relations. Ho avuto diverse esperienze nel settore della comunicazione; dopo più di tre anni passati nell'ufficio stampa di un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, ora lavoro nell'ufficio Comunicazione e Marketing di Health Italia.
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