SCOMPENSO CARDIACO: UNA MALATTIA CHE COINVOLGE, A VARI LIVELLI, UN MILIONE DI ITALIANI

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

Lo scompenso cardiaco è una malattia molto comune, ma nonostante questo se ne parla pochissimo. Ogni anno si verificano più di 3 milioni e mezzo di nuovi casi in Europa. In Italia, è divenuto la prima causa di morte e il maggior costo in assoluto per ricoveri ospedalieri.

scompenso cardiaco

“Ho l’affanno dopo aver salito pochi gradini”, “ho il fiatone”, “mi si gonfiano i piedi e le caviglie”, “non riesco a fare quello che facevo pochi mesi fa”, queste sono le frasi che spesso possono far pensare ai sintomi di uno scompenso cardiaco.

Lo scompenso cardiaco è una patologia fortemente sintomatica e le cause più frequenti sono la malattia coronarica, in particolare l’infarto miocardico, l’ipertensione, le malattie delle valvole cardiache e le cardiomiopatie.

Secondo gli ultimi dati, la percentuale di persone che soffre di questa malattia in Europa e in Italia, è pari al 2-2,5%, tradotto in numeri sono circa 15 milioni i cittadini europei e 1 milione i connazionali colpiti da tale patologia. Inoltre, si prevede che entro il 2020 il numero dei malati potrà anche superare i 30 milioni.

Con l’avanzare dell’età cresce la prevalenza. Per il Registro IN-CHF, ossia il Registro dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), che da oltre dieci anni traccia un puntuale profilo della malattia, il 59% dei malati ha in media meno di 70 anni; in 7 casi su 10 è maschio, con un maggior numero di maschi giovani under 70 e, al contrario, una maggioranza di femmine over 80.

La patologia è più comune tra gli uomini anche se, in generale, almeno 1 persona su 3, indipendentemente dal sesso, è a rischio di sviluppare lo scompenso cardiaco entro i 5 anni da un infarto.

L’incidenza della malattia, ovvero il numero di nuovi casi che si presentano ogni anno, è di circa 100.000. Questa tende ad aumentare perché il netto miglioramento delle cure cardiovascolari, favorendo la sopravvivenza a malattie come l’infarto, aumenta il numero delle persone a rischio di scompenso.

E’ stato dimostrato che è molto più pericoloso e mortale dei più frequenti tumori alla mammella, ai testicoli, all’utero e all’intestino. Ogni anno si verificano più di 3 milioni e mezzo di nuovi casi di scompenso cardiaco in Europa. In Italia, è divenuto la prima causa di morte e il maggior costo in assoluto per ricoveri ospedalieri.

Anche se negli ultimi 50 anni la sopravvivenza è migliorata in entrambi i sessi grazie ai farmaci, ai dispositivi medici, alla chirurgia e quindi all’efficacia dei diversi trattamenti, tuttavia, anche quando la malattia è curata adeguatamente, la mortalità rimane elevata.

E’ una malattia molto comune, ma nonostante questo se ne parla pochissimo. Nel 2005 è stata condotta un’indagine dalla quale è emerso che solo 2 italiani su 100 sono in grado di descriverne i sintomi e solo 30 su 100 la ritengono una malattia grave.

Alla luce di questi fatti, è importante informare la collettività sui rischi e sulle iniziative volte alla prevenzione.

Si sono da poche concluse le giornate europee dello scompenso cardiaco e L’Unità Operativa Cardiologia e Medicina Cardiovascolare della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, diretta da Michele Emdin, struttura di eccellenza nei risultati di cura dello scompenso cardiaco, è stata una delle tappe. Durante la giornata, i pazienti hanno avuto la possibilità di sottoporsi alla visita specialistica, all’elettrocardiogramma e, dove si è presentata la necessità, hanno anche usufruito di un approfondimento diagnostico.

“Lo stesso quadro di sintomi dello scompenso cardiaco –ha spiegato Michele Emdin- può essere sostenuto da un deficit della capacità di pompa, di contrazione, della ‘sistole’ cardiaca, come dopo un infarto, ovvero – e questa è una condizione meno nota al pubblico e anche ad una larga fetta di operatori medici- da una malattia della ‘diastole’ o della fase di rilasciamento del cuore. Nei paesi occidentali sono due le principali patologie responsabili: l’infarto acuto del miocardio e le miocardiopatie (patologie che colpiscono direttamente le cellule miocardiche, causandone alterazioni funzionali e strutturali). Negli ultimi anni, inoltre, sembra essere diventata molto comune, come causa di scompenso, anche la miocardite, un processo infettivo che colpisce le cellule del miocardio. Infine, tutti i processi patologici a carico delle valvole cardiache possono determinare uno scompenso cardiaco se non trattate in modo appropriato”.

I progressi della ricerca stanno andando avanti tant’è che per quanto riguarda i meccanismi dello scompenso cardiaco e le terapie, sono in corso ricerche importanti e innovative svolte in collaborazione con altri Centri di Ricerca europei e statunitensi.

Innovazione, dinamismo e qualità, sono queste le caratteristiche che contraddistinguono Mutua Mba, società generale di Mutuo Soccorso, da sempre impegnata nell’attività associativa delle persone e delle loro famiglie nel panorama della Sanità Integrativa.

 

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