Salute, un calice di vino ogni 15 giorni contro obesità e colesterolo

Mito o verità? Scienza!  Se un tempo si era soliti ripetere che una mela al giorno toglie il medico di torno, oggi la speranza di un’alta prospettiva di vita la si ripone in un buon bicchiere di vino. Non è infatti cosa rara considerare un calice di rosso nei termini di un toccasana per la nostra salute intestinale, c’è da domandarsi però quanto bisogna berne per poter godere dei benefici di cui tanto è stato narrato. Nunc est bibendum. È ora di bere, scriveva Orazio nell’antica Roma e non erano estranei al vino neppure i greci, che alzavano le coppe al cielo nei momenti di incontro e di felicità conviviale. Con una lunga storia alle spalle (ben 2 milioni di anni), questa bevanda alcolica per essere favorevole alla salute andrebbe bevuta una volta ogni 15 giorni. Di fatto, si tratterebbe di una novità, dal momento che fino ad oggi è sempre stato consigliato un uso quotidiano: un bicchiere al giorno per le donne, due per gli uomini, e ancora uno per i giovani tra i 18 ed i 20 anni e per gli over 65.

Secondo gli scienziati del King’s College London su Gastroenterology dunque, un bicchiere di vino aiuterebbe a combattere obesità e colesterolo. Lo studio pubblicato dimostra infatti che il vino rosso aumenta la varietà dei batteri che abitano nell’intestino, aiutando a ridurre i livelli di obesità e colesterolo cattivo. Uno ‘scudo’ protettivo  contro il rischio che lo sbilanciamento fra microbi buoni e cattivi possa incidere negativamente su sistema immunitario, peso o livelli di colesterolo. Dalle ricerche emerge che il microbioma degli amanti del rosso sia migliore rispetto a quello dei non bevitori. Nessun effetto invece per tutti coloro che a un caldo rosso preferiscono il bianco, sidro o superalcolici.

In uno studio condotto dal Department of Twin Research & Genetic Epidemiology del King’s College London invece, è stato confrontato l’impatto che ha il rosso sul microbioma di 916 gemelle femmine del Regno Unito, ed è emerso che solo i batteri dei bevitori di vino rosso mostravano una maggiore varietà rispetto a quelli di non bevitori. L’osservazione è stata poi confermata su 3 differenti coorti nel Regno Unito, Usa e Paesi Bassi, tenendo conto di possibili fattori confondenti come età, peso, dieta e stato socio-economico. Il risultato è che il vino rosso è un amico del benessere generale dell’organismo.

Attenzione però, non tutti la pensano allo stesso modo. Se questi due studi citati brindano all’amicizia tra il vino rosso e l’organismo umano, dall’altra parte uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association dimostra che questa salda e buona relazione non avrebbe più ragione di esistere. Il resveratrolo, un polifenolo contenuto nel vino rosso, a cui per lungo tempo sono state attribuite ‘particolari’ proprietà pro-longevità non sarebbe infatti in grado di allontanare il rischio di insorgenza di tumore o di combattere le malattie cardiovascolari, tipiche dell’età avanzata. Allora a chi credere? Nel dubbio il consiglio è di bere vino ma con moderazione, è risaputo che alla salute l’esagerazione non è mai stata gradita.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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