Ragadi, ingorghi mammari e mastite: i possibili inconvenienti dell’allattamento al seno

Ce l’abbiamo fatta, il bimbo è nato, il parto è stato faticoso ma è andato tutto bene e ora stringiamo finalmente il nostro frugoletto tra le mani, quella creatura che abbiamo atteso per nove, lunghi mesi. Ma ora arriva il bello! Sono tante, tantissime le novità per le neomamme, prima tra tutte la gestione dell’allattamento al seno.

L’allattamento è un diritto fondamentale dei bambini ed è un diritto delle loro mamme quello di essere sostenute nella realizzazione del loro desiderio di allattare. Sono ormai riconosciuti i benefici del latte materno, che fornisce tutti i nutrienti di cui il lattante ha bisogno nei primi sei mesi di vita e lo protegge da malattie e infezioni. Allattare fa bene anche alla mamma, riduce il tuo rischio di contrarre malattie cardiache e diabete di tipo 2 per tutta la vita e riduce anche il rischio di contrarre tumori al seno, all’utero e alle ovaie.

L’avvio dell’allattamento è una fase molto delicata, le prime settimane di vita del bambino sono decisive per vivere serenamente i mesi successivi e stabilire un buon ritmo e una piena sintonia con la mamma. Proprio per questo, è necessario che la neo mamma abbia l’assistenza e l’aiuto necessari per affrontare al meglio questo momento.

Anche se il più delle volte tutto procede bene, in qualche caso possono sorgere dei problemi: dolore ai capezzoli, dolore al seno, ingorgo, o addirittura la mastite. E questo può avvenire perché ci sono delle difficoltà nella poppata o perché il bambino non si attacca bene o abbastanza spesso.

  • Le ragadi

Le ragadi sono piccoli taglietti sui capezzoli, molto dolorosi e spesso sanguinanti. Possono venire se il piccolo si attacca in maniera scorretta, o se chiude troppo la bocca stringendo con le gengive. Ma le cause possono essere anche il frenulo corto della lingua e una forza di suzione troppo potente. L’unico modo per prevenire questo fastidioso disturbo è attaccare subito bene il bambino, con l’aiuto, se necessario, di un’ostetrica. Per sentire meno dolore, è consigliato cambiare spesso la posizione dell’allattamento, e lasciare al termine della poppata i capezzoli bagnati con qualche goccia di latte, che con le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, aiuta a cicatrizzare le ferite.

 

  • L’ingorgo mammario

L’ingorgo si crea quando viene prodotto più latte rispetto a quanto ne succhia il bambino e il seno non viene svuotato bene. È in tensione, dolente, pesante, caldo. In questo caso, una doccia calda può aiutare, così come un massaggio al seno per un paio di minuti, o sulla schiena. Bisogna poi eliminare il latte “rimasto lì”: se il bambino non si attacca, si può usare il tiralatte.

 

  • La mastite

Attenzione, un ingorgo non curato può portare alla terribile mastite. Si tratta di una vera e propria infezione batterica, un ascesso. In caso di ingorgo, il latte ristagna nei dotti mammari e lì si sviluppano batteri che causano dolore, rossore e incapacità di far fuoriuscire il latte dal capezzolo. Il seno fa male, può venire la febbre, anche alta, con sindromi influenzali.

A questo punto è necessario consultare un medico, che potrà valutare una terapia antibiotica compatibile con l’allattamento. Ma bisogna anche non fermarsi e continuare ad allattare, il più possibile, per cercare di eliminare la stasi che ha provocato la mastite.

 

Allattare a richiesta e verificare l’attacco del piccolo è il modo migliore per stimolare la produzione di latte e prevenire questi dolorosi inconvenienti. Mamme, se avete problemi, o anche solo alcuni dubbi, non abbiate timore di rivolgervi a qualcuno di esperto, le ostetriche sono lì apposta per aiutarvi. Allattare – se decidete di farlo – è un percorso bellissimo, intimo e di assoluta sintonia con il neonato, avete tutto il diritto di godervelo al massimo!

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