QUANDO IL SESSO NON DÀ PIACERE: L’ANORGASMIA FEMMINILE

Giuseppe Iannone

Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.

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Prima di dare una definizione di orgasmo è fondamentale capire come si articoli la risposta sessuale nel suo complesso. Secondo Masters e Johnson la risposta sessuale (sia maschile che femminile) consiste di quattro fasi:

  1. eccitazione, in cui la vagina nella donna e i corpi cavernosi del pene nell´uomo vengono irrorate da un consistente afflusso di sangue;
  2. plateau, caratterizzato da un notevole aumento del livello di eccitamento;
  3. orgasmo, in cui il piacere raggiunge il suo apice e si verificano una serie di contrazioni muscolari a livello di vagina, ano e (talvolta) utero. Nell’uomo, l’orgasmo è caratterizzato da una serie di contrazioni involontarie e ritmiche dei dotti genitali e del pene stesso. L’orgasmo può essere ottenuto attraverso vari tipi di stimolazione e l’intensità e la durata dello stesso variano da persona a persona. Nell’uomo sessualmente maturo l’orgasmo è usualmente accompagnato dall’eiaculazione del liquido seminale;
  4. risoluzione: tutti i parametri fisiologici alterati dall’eccitazione tornano a uno stato di non eccitazione.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione (DSM – 5), ha riservato al suo interno un capitolo dedicato alle Disfunzioni Sessuali, nel quale rientra anche il disturbo dell’orgasmo femminile (o anorgasmia). L´anorgasmia è caratterizzata da un marcato ritardo nel raggiungimento dell’orgasmo, o da una marcata rarità o assenza dell’orgasmo e/o una marcata riduzione dell’intensità delle sensazioni orgasmiche. Si stima che circa il 12% delle donne non abbia mai provato l´orgasmo durante un rapporto sessuale. In alcuni casi, si assiste anche a un calo del desiderio sessuale. L´anorgasmia può essere primaria, se è sempre stata presente, oppure secondaria, se compare dopo un periodo di attività sessuale normale.

L´anorgasmia può essere situazionale, quando la donna non riesce a raggiungere l’orgasmo solo in determinati contesti, o con alcuni partner ma non con altri. Alcune donne poi raggiungono l´orgasmo solo con un certo tipo di stimolazione (per esempio esterna) ma non con un’altra (per esempio con la penetrazione).

Le possibili cause dell´anorgasmia sono svariate e includono:  

  • patologie organiche, soprattutto a carico dell´apparato genitale;
  • utilizzo di farmaci o sostanze, come alcuni antidepressivi serotoninergici;
  • cause neurologiche, come la sclerosi multipla o la discopatia lombare;
  • cause chirurgiche, come la chirurgia addomino–pelvico–perineale;
  • cause vascolari, come l’angina e l’infarto;
  • cause endocrine e metaboliche, come il diabete.


Il raggiungimento dell’orgasmo potrebbe anche essere collegato alla fase del ciclo mestruale, per cui sarebbe più facile raggiungere l’orgasmo nella seconda fase del ciclo piuttosto che nella prima.

L´anorgasmia può anche dipendere da fattori di natura psicologica. A volte il disturbo può derivare da un cattivo rapporto con la sessualità e in particolare con il piacere. Ci sono donne che, quando sentono salire l’intensità dell’eccitamento non si concedono di andare oltre. Ciò può dipendere da un’educazione repressiva nei confronti del sesso. In altre circostanze invece, si può verificare l’omologo di quella che nel maschio viene chiama “ansia da prestazione”: l’aspettativa di raggiungere l’orgasmo, per esempio, può creare livelli di tensione tali da precludere la possibilità di vivere in maniera abbandonata e rilassata l’esperienza sessuale. Altri fattori psicologici che ostacolano il raggiungimento dell´orgasmo sono elevati livelli di stress, un forte bisogno di autocontrollo, un´attenzione esclusiva al piacere del partner e fenomeni di spectatoring e di auto- osservazione che portano la persona a sganciarsi dal rapporto sessuale per concentrarsi eccessivamente su cosa succede al proprio corpo.

Il trattamento psicologico di questo disturbo prevede diversi approcci: la psicoeducazione aiuta a migliorare la consapevolezza del proprio corpo e favorisce il riconoscimento dei fattori fisiologici e psicologici associati al rapporto sessuale nonché a informare le persone sui (troppi) falsi miti sulla sessualità . Inoltre possono essere utili training per la riduzione dell’ansia e tecniche di rilassamento per ridurre lo stress. Infine la terapia di coppia può aiutare ad esaminare e risolvere eventuali rancori, conflitti e altre problematiche interne alla coppia che non permettono una buona vicinanza fisica e/o emotiva.

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