Il loro amico si ammala di tumore e loro devolvono una somma di denaro alla ricerca

Alessandro Notarnicola

Alessandro Notarnicola

Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
Alessandro Notarnicola

Dal mondo della bella vita fatta di serate con gli amici e di discoteche per approdare all’Irst di Meldola, l’Istituto scientifico romagnolo per la cura e la ricerca dei tumori.

È quanto capita a un gruppo di ragazzi originari di Cesena a seguito di un periodo difficile della propria vita: dopo aver assistito alla malattia di un loro compagno hanno deciso di ringraziare i professionisti della ricerca e della sanità donando loro una piccola somma di denaro che andrà a finanziare gli studi della lotta del tumore al seno. A raccontare la vicenda sono proprio i trenta ragazzi e ragazze che, dopo aver dato vita al Gruppo Gapp nel 2010 per l’organizzazione di feste ed eventi sul territorio, hanno destinato circa 2 mila euro all’Istituto tumori della Romagna.

«Otto anni fa abbiamo deciso di unirci nel Circolo Gapp perché tutti eravamo pr di discoteche accomunati dall’interesse verso l’allestimento di serate e feste. Purtroppo in questi anni oltre allo stare insieme abbiamo affrontato anche momenti bui come la malattia di un nostro amico e quella della mamma di un altro dei nostri». A dirlo è Lorenzo Ricci, del Gruppo Gapp, che spiega come l’idea di dare il via a questa iniziativa benefica sia nata nel corso di una serata tra amici. «Abbiamo così pensato di mettere a disposizione piccole cifre coinvolgendo anche le nostre famiglie», spiega auspicando una buona riuscita anche per prossime ed eventuali iniziative solidali.

I giovani cesenati, due studenti e tutti gli altri lavoratori, hanno destinato i 2 mila euro raccolti a uno studio del Gruppo di Patologia Seno che mira a comprendere, attraverso l’utilizzo di sofisticate tecnologie, quali siano i meccanismi che nelle pazienti Her-2 positive, consentono al tumore di andare incontro a meccanismi di resistenza al trattamento con l’anticorpo monoclonale Trastuzumab. «Abbiamo incontrato i ricercatori del Laboratorio di Bioscienze – confessa Ricci – tra loro la dottoressa Sara Bravaccini e il Senior di patologia, Andrea Rocca che ci hanno illustrato i passi e l’importanza di questo progetto atto a svelare come alcuni tipi di tumore non rispondano più alle terapie potrà aiutare a scegliere cure alternative e più efficaci fin da subito».

Non è però la prima volta che i ricercatori dell’Irst ricevono donazioni per la ricerca.

Risale infatti al luglio scorso la decisione della famiglia di Ester Marino, morta a causa di un tumore al seno, di devolvere una cospicua somma di denaro all’Istituto. Grazie a quest’opera di beneficenza per i prossimi sei anni un giovane professionista dell’Irst potrà prendere parte all’annuale congresso dell’Associazione di Oncologia Clinica Americana (Asco). Una grande opportunità di crescita e confronto in quello che è indubbiamente l’appuntamento più importante per l’oncologia a livello globale: sono oltre 30mila gli specialisti provenienti da tutto il Mondo che si confrontano su terapie, prospettive e progetti. La donazione assume ancor più valore trattandosi di quanto contenuto in un conto corrente appartenuto a Ester Marino, giovane paziente cosentina affetta da tumore al seno scomparsa a fine 2017, legata da un profondo rapporto di umana amicizia e fiducia con il professor Dino Amadori, direttore scientifico Irst Irccs emerito. «Ester è stata una paziente che abbiamo curato amorevolmente per tanti anni – ricorda il professor Amadori – a lei mi legava un rapporto speciale. Siamo davvero grati che la famiglia abbia voluto perpetuarne il ricordo permettendo, per i prossimi anni, la partecipazione di uno dei nostri ricercatori al più grande convegno internazionale sui tumori».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *