Dal 1° giugno stop Green pass per entrare in Italia

In estate sarà più facile visitare le bellezze italiane. Scade il 31 maggio l’ordinanza del Ministro della Salute che prevede la Certificazione Verde Covid-19 (green pass) per entrare in Italia. La misura non verrà prorogata. A ufficializzare la notizia è l’Ufficio Stampa del Ministero della Salute. Di fatto il Green pass rappresentava, insieme all’obbligo di indossare la mascherina in determinati contesti, l’ultima grande misura dell’epoca Covid19. Con la sospensione dell’ordinanza firmata in aprile dal Ministro Roberto Speranza si chiude un capitolo che ha caratterizzato in modo decisivo il quadro pandemico di questi ultimi due anni. Ad oggi, e fino al 31 dicembre 2022, il certificato verde resta obbligatorio per il personale medico e del comparto sanità, per cui vale l’obbligo di vaccinazione, pena la sospensione dal lavoro con interruzione dello stipendio mensile. L’obbligo vaccinale per gli over 50, forze dell’ordine e lavoratori delle scuole termina invece mercoledì 15 giugno, quando scade anche l’obbligo della mascherina in cinema e teatri e spettacoli al chiuso. Occorrerà mantenere l’obbligo tra i banchi di scuola, e dunque alla maturità, e sui trasporti.

Il certificato digitale è obbligatorio per entrare in Germania, Francia, Spagna, Portogallo. Ma sono tanti i paesi dell’Unione Europea che hanno sospeso le restrizioni anti-Covid. Per entrare in Danimarca, Norvegia, Svezia, Irlanda, Croazia, Slovenia, Austria, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Islanda, Svizzera, Lussemburgo i turisti non devono più presentare la prova della vaccinazione, della guarigione dal Covid o un test negativo.

Inoltre, da febbraio scorso in Europa sono in vigore precise norme che stabiliscono un periodo di accettazione vincolante di 9 mesi per i certificati di vaccinazione, utilizzati per i viaggi all’interno dell’Unione Europea. Gli Stati membri devono accettare certificati di vaccinazione per un periodo di 9 mesi a decorrere dalla somministrazione dell’ultima dose della vaccinazione primaria. Per il vaccino Johnson &Johnson questo significa 270 giorni dalla prima e unica dose. Per un vaccino bidose vuol dire 270 giorni dalla seconda dose o, sulla base della strategia di vaccinazione dello Stato membro di vaccinazione, dalla prima e unica dose somministrata dopo la guarigione dal virus. Gli Stati membri non dovrebbero prevedere un periodo di accettazione diverso per i viaggi all’interno dell’UE. Il periodo standard di accettazione non si applica ai certificati per le dosi di richiamo. Tali norme si applicano solo ai certificati di vaccinazione utilizzati per viaggiare nell’UE. Gli Stati membri possono applicare norme diverse quando utilizzano il certificato COVID digitale dell’UE in un contesto nazionale, ma sono invitati ad allinearsi al periodo di accettazione stabilito a livello dell’UE.

Chi è in possesso di un certificato COVID digitale non dovrebbe essere soggetto a ulteriori restrizioni, quali test o quarantena, indipendentemente dal luogo di partenza nell’UE. Le persone prive di un certificato COVID digitale dovrebbero poter viaggiare sulla base di un test effettuato prima o dopo l’arrivo. Inoltre, potrebbero essere tenute a sottoporsi a quarantena/autoisolamento quando arrivano da zone particolarmente colpite (rosso scuro).

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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