Che ruolo svolge una corretta alimentazione nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi mentali?

Circa il 70% della popolazione americana è in sovrappeso o in stato di obesità. I tassi di obesità sono significativamente più alti per le persone che soffrono di un disturbo mentale cronico, così come più alti sono i  tassi di diabete in questa popolazione, in alcuni casi superiori del 300% rispetto alla popolazione generale. Le persone con disturbi mentali cronici hanno una durata di vita inferiore di circa 25 anni rispetto a persone senza disturbi mentali cronici, spesso a causa di problematiche come infarto, ictus e cancro.

Ma un corretto stile alimentare può davvero migliorare i sintomi o addirittura curare i disturbi psichiatrici?

Quello che si sa è che i disturbi mentali non sono causati da una cattiva alimentazione. Tuttavia il dibattito sulla questione è ancora aperto. I sostenitori della psichiatria nutrizionale hanno fatto loro la famosa citazione di Ippocrate: “Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.”

Esistono ricerche che suggeriscono che ciò che mangiamo potrebbe influire non solo sulla nostra salute fisica, ma anche sulla nostra salute mentale e sul nostro benessere.

In effetti seguire una dieta ben bilanciata, ricca di verdure e sostanze nutritive può essere associato a sensazioni di benessere. Uno recente studio (Stranges et al., 2014) ha rilevato che livelli elevati di benessere sono stati segnalati in individui che consumavano più frutta e verdura. Un secondo studio (Parletta et al., 2017) ha scoperto che la dieta mediterranea (una dieta ricca di verdure, frutta, legumi, noci, fagioli, cereali, pesce e grassi insaturi come l’olio d’oliva), integrata con olio di pesce comportava una riduzione della depressione tra i partecipanti e che gli effetti benefici della dieta duravano fino a 6 mesi.  L’importanza di seguire una dieta equilibrata già a partire da quando si è giovani è stata confermata da una revisione sistematica (O´Neil et al., 2014), che ha scoperto che una dieta povera (con alti livelli di grassi saturi, carboidrati raffinati e prodotti alimentari trasformati) era correlata ad una salute mentale peggiore nei bambini e negli adolescenti.

Ovviamente la dieta non è il solo fattore associato alla presenza o meno di disturbi mentali: altre condizioni, come una salute fisica più povera e il vivere in condizioni di povertà o in comunità svantaggiate sono state associate ad una salute mentale peggiore. Tuttavia questi fattori si associavano comunque ad una cattiva alimentazione (The Lancet, 2017. Syndemics: health in context) Infine i risultati di una revisione sistematica (Luppino et al., 2010) hanno trovato associazioni bilaterali tra depressione e obesità, evidenziando come le persone obese avessero un rischio aumentato del 55% di sviluppare depressione nel tempo, mentre le persone che soffrivano di depressione avevano un rischio aumentato del 58% di diventare obese.

Giuseppe Iannone
Giuseppe Iannone
Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.
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