Che genitore sei? Stili genitoriali a confronto

Giuseppe Iannone

Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.

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Il rapporto tra genitori e i figli si è modificato nel corso degli anni.

Se nel dopoguerra gli equilibri tra i diversi membri della famiglia, erano centrati attorno alla figura del padre-padrone, a cui gli altri membri della casa obbedivano ciecamente, dagli anni ’60 il ruolo del capofamiglia ha lasciato sempre più spazio a un padre meno padrone e più amico.

Oggi forse siamo passati da un’esagerazione all’altra, con il genitore che viene percepito dai ragazzi come un confidente, un amico, perdendo di fatto il suo ruolo originario. Assistiamo in alcuni casi addirittura ad un´inversione di ruoli, con i genitori sempre più preoccupati di (non) poter piacere ai propri figli e pronti a tutto pur di accaparrarsi le loro simpatie. Questo è vero soprattutto nei casi di separazione e divorzio, in cui ciascun genitore cerca di attrarre a sé la prole, forse per ripicca nei confronti dell´ex partner, o forse soltanto per paura di restare solo. Se la disciplina non è più imposta (meglio, proposta) nella vita di tutti i giorni, vengono a mancare le basi del rispetto, tanto fondamentali per una convivenza civile.

Pur essendoci mille modi per essere genitori la psicologia ha individuato quattro stili genitoriali sulla base della combinazione di due livelli: un livello di controllo (che si riferisce all´influenza genitoriale, attraverso meccanismi di controllo e di supervisione, per stimolare comportamenti socialmente adeguati nei figli) e un livello di supporto (che si riferisce al sostegno, alla vicinanza emotiva e alla disponibilità a soddisfare i bisogni dei figli, attivando meccanismi che stimolano l’autoregolazione e l’affermazione di sé).

Il modello proposto da Diana Baumrind delinea quattro diversi stili genitoriali:

  • Autoritario, caratterizzato da un alto controllo e una bassa accettazione del bambino. L’approccio autoritario è basato sul controllo esternopiuttosto che sull’insegnamento dell’autocontrollo e dell’autoregolazione; genitori autoritari non suggeriscono al bambino come gestire i propri comportamenti, né lo aiutano a identificare alternative e valutare le conseguenze delle sue azioni. Hanno elevate aspettative nei confronti del figlio, sono rigidi, inflessibili, esigenti, non sono sintonizzati sulle richieste dei figli e non forniscono spiegazioni. Il figlio deve rispettare le regole imposte, il cui mancato rispetto comporta punizioni di tipo fisico o verbale.
  • Permissivo, caratterizzato da un´alta accettazione ed un basso controllo del bambino. Si tratta di genitori affettuosi e che tendono a mettere il bambino al centro di tutto, ma che non guidano il bambino nelle sue scelte né si sentono responsabili di correggerle. La parola severità è bandita né si pretende nulla dal figlio; anzi tendono a soddisfarne ogni suo desiderio, anche se privo di senso. Si dimostrano poco coerenti sulla disciplina e forniscono poche o nessuna regola, non puniscono, e chiedono un parere al bambino sulle decisioni da prendere.
  • Trascurante/rifiutante, caratterizzato da bassa accettazione e basso controllo. Genitori dallo stile trascurante sono disimpegnati nella relazione educativa: il controllo sui figli è assente in quanto non sentono di avere alcuna responsabilità educativa, non sostengono il bambino, al quale forniscono pochi strumenti di comprensione delle regole e del mondo. Non danno affetto né lo pretendono dai figli ma si preoccupano esclusivamente delle proprie attività, non tenendo conto delle opinioni e dei sentimenti del bambino.
  • Autorevole, caratterizzato da alta accettazione e alto controllo. Genitori autorevoli forniscono al bambino regole chiare e coerenti, controllano i figli ma ne rispettano i desideri, promuovono gli scambi verbali, sono interessati a conoscere le opinioni e i sentimenti del figlio e le rispettano, manifestano affetto e calore, sanno dare spiegazioni per le decisioni che prendono, amano incondizionatamente il figlio, anche quando non approvano i suoi comportamenti, sanno ascoltare con empatia e valorizzano le sue parole, i suoi sentimenti, le sue esperienze, manifestando stima e fiducia verso sé e verso il figlio e sono assertivi.

Ciascuno stile genitoriale ha delle conseguenze sui comportamenti dei bambini. Di questo ne parleremo nel prossimo articolo.

 

 

 

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