Al cinema arriva la vera storia di Abby Johnson, dall’aborto alla nascita delle battaglie pro-life

Al cinema arriva la vera storia di Abby Johnson, dall'aborto alla nascita delle battaglie pro-life

Dopo una timida uscita in lingua originale avvenuta lo scorso giugno in Italia, il 28 settembre sul grande schermo arriverà “Unplanned – La vera storia di Abby Johnson“, una storia di conversione realmente avvenuta che chiamerà lo spettatore a riflettere sul senso della vita. Diretto da Chuck Konzelman e Cary Solomon, e con Ashley Bratcher, Brooks Ryan, Robia Scott, Jared Lotz ed Emma Elle Roberts, il film si concentra su Abby Johnson, donna in carriera fedele ai suoi principi di vita tanto da persuadere molte altre donne, che dopo aver assistito a un aborto con gli ultrasuoni ha deciso di lasciare il lavoro presso la Planned Parenthood diventando una attivista anti-aborto.

“Non posso più essere parte di tutto questo”. Abby viveva il suo lavoro come una sorta di missione. Questa dedizione le consentì infatti di crescere professionalmente fino a raggiungere la direzione della principale clinica del Texas, la Planned Parenthood, che nel 2008 la premiò come “dipendente dell’anno”. Tutto andava come previsto dalle sue ambizioni fino a quando, a causa della carenza di personale, Abby si trovò a coadiuvare un medico nella pratica che lei stessa aveva intrapreso e consigliato alle altre donne per diversi anni. Quello che vide cambiò la sua vita per sempre, dandole il coraggio di intraprendere una delle battaglie pro-life più importanti di tutti i tempi.

Nel 2015 in Italia si è parlato molto della storia di questa paladina delle politiche anti-aborto in occasione della pubblicazione del libro “La mia vita con l’aborto”, edito da Rubettino. Da circa un secolo la Planned Parenthood promuove “la salute e il benessere delle donne”, identificandoli con il diritto all’aborto e con il family planning. Abby Johnson, in questo scritto, introduce il lettore nella realtà poco nota del colosso americano e ne indaga tutte le maglie della rete:  gli interessi economici, la disperazione – e non meno la paura – delle mamme, la mancanza di coscienza, il senso di solitudine che spesso accompagna le giovani donne. Abby ha lavorato per anni in questo contesto fino all’arrivo, nella sua clinica, di un dottore che praticava l’aborto con un metodo diverso dallo standard, avvalendosi degli ultrasuoni. Generalmente quando viene effettuato un aborto, nessuno vede cosa accade nel grembo della madre. Abby allora chiede al suo capo come mai non si usa mai questa tecnica più sicura per le donne. La risposta è sconcertante: richiedono maggiore tempo e la Planned Parenthood aveva la sola priorità di eseguire quanti più aborti possibile al giorno.

In quell’occasione tuttavia il medico ha praticato l’aborto con gli ultrasuoni e avendo al suo fianco Abby. La donna ricoverata era incinta di 13 settimane e Abby per la prima volta si ritrova a guardare lo schermo che mostra sorprendentemente qualcosa che le sembra veramente un bambino. Qui ha inizio la seconda vita della Johnson.

Stando ai dati elaborati da Worldmeters.info, che monitora tutti i dati demografici disponibili, a fine anno le interruzioni di gravidanza si attesteranno nel mondo tra i 44 e i 45 milioni.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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