Tumore alla prostata: in Italia il primo intervento chirurgico

Tumore alla prostata

TUMORE ALLA PROSTATA, IN ITALIA È STATO ESEGUITO IL PRIMO INTERVENTO CON ROBOT CHIRURGICO
 
Il tumore alla prostata rappresenta il più frequente tumore solido tra la popolazione maschile occidentale ed è la seconda causa di morte dopo il tumore al polmone. Rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. Le stime, relative al 2012, parlano di 36.300 nuovi casi l’anno in Italia, ma il rischio che la malattia abbia un esito nefasto non è particolarmente elevato, soprattutto se si interviene in tempo. Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della prostata è l’età: le possibilità di ammalarsi aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa 2 tumori su 3 vengono diagnosticati in persone con più di 65 anni. I ricercatori hanno dimostrato che moltissimi uomini (tra il 70% e il 90%) oltre gli 80 anni hanno un tumore della prostata, anche se nella maggior parte dei casi la malattia non dà segni e ci si accorge della sua presenza solo in caso di autopsia post mortem. (fonte AIRC)
 
La scienza e la tecnologia hanno fatto grandi progressi e qualche giorno fa è stato così realizzato un intervento di prostatectomia radicale robotica single port, mediante una sola piccola incisione nascosta nell’ombelico, al posto delle sei richieste dall’intervento standard.
L’intervento, primo in Italia, è stato eseguito dal dottor Franco Gaboardi, esperto di chirurgia urologica mini invasiva, microchirurgia urologica e oncologia urologica, primario dell’Unità di Urologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro, una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato, insieme ai medici della sua equipe.
Mutua Basis Assistance, società di Mutuo Soccorso, che rappresenta oggi nel panorama della Sanità Integrativa, l’Innovazione, il Dinamismo e la Qualità, ha contattato l’autore dell’intervento al quale ha rivolto alcune domande.
 
Che cos’è il robot utilizzato per il primo intervento in Italia che ha rimosso una prostata colpita dal tumore?
“L’intervento standard, eseguito con il robot, prevede l’impiego del sistema robotico DaVinci®: attraverso 6 piccole incisioni, una a livello ombelicale e cinque a livello addominale, vengono introdotti gli strumenti per operare. Nel caso dell’intervento eseguito recentemente, gli strumenti, con un dispositivo particolare, sono stati tutti introdotti in un’unica incisione ombelicale”.
 
Qual è la rivoluzionaria novità rispetto al tradizionale intervento per via laparoscopica? 
“La peculiarità dell’intervento, eseguito presso l’Ospedale San Raffaele Turro, è l’ulteriore riduzione dell’invasività dell’operazione, realizzata tramite una sola incisione. Durante l’innovativa operazione, effettuata insieme alla mia equipe, la prostata e i linfonodi del paziente sono stati asportati sempre con l’ausilio del robot DaVinci®, ma per mezzo di un’unica incisione periombelicale e, attraverso lo stesso accesso, anche la vescica è stata poi ricollegata all’uretra per ripristinare la continuità anatomica”.
 
Franco GaboardiQuali sono i vantaggi post-chirurgici? 
“Pur non potendo trarre conclusioni definitive, i vantaggi di questa tecnica, al di là del fattore estetico, sono la riuscita di un intervento estremamente complesso, quale la prostatectomia radicale, con un’importante riduzione del dolore post operatorio che ha comportato una più veloce ripresa e una conseguente rapida dimissione del paziente”.
 
È stato il primo intervento in Italia. Da cosa è nata l’idea di operare il paziente con la nuova tecnica?
“L’idea deriva da un programma di costante ricerca che stiamo portando avanti presso l’Unità di urologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro, ovvero quello di ridurre per tutti gli interventi “l’aggressività chirurgica”, poiché è stato dimostrato che, a parità di sicurezza chirurgica, vi è un innegabile beneficio per i pazienti. L’asportazione del tumore della prostata è uno degli interventi eseguiti più frequentemente e ci è sembrato logico concentrare gli studi sullo sviluppo di questa tecnica e su questa patologia, affinché ne possano beneficiare il maggior numero di pazienti”.
 
I risultati ottenuti hanno rispecchiato le vostre aspettative? Come sta il paziente? 
“I risultati sono molto soddisfacenti, il paziente sta bene, è già a casa con un ottimo risultato oncologico-funzionale e, visto il risultato, abbiamo in programma di eseguire altri interventi con questa tecnica”.
 
L’intervento single port, finora impiegato quasi esclusivamente per la riparazione di alcune malformazioni renali, quali la sindrome del giunto pieloureterale, è stato sfruttato in questo caso per la prima volta per rimuovere un tumore alla prostata e in considerazione dell’ottimo risultato ottenuto, come ha spiegato il dottor Gaboardi, è stato avviato presso l’unità di Urologia dell’Ospedale San Raffaele Turro un programma di interventi single port che verranno eseguiti sui pazienti affetti da tumore della prostata.
“Il programma che verrà avviato da gennaio 2016 -ha concluso- si prefigge lo scopo di valutare, con un più ampio numero di pazienti, le reali potenzialità e benefici del trattamento “single port” per il tumore alla prostata, che rappresenta nel mondo occidentale la prima causa di morte per i maschi non fumatori e che colpisce migliaia di pazienti ogni anno. La tecnica da noi utilizzata è innovativa e, potendo fare più esperienza, avremo sicuramente miglioramenti quali la riduzione del tempo operatorio e una ancora più rapida dimissione dei pazienti. L’aspettativa è che si possa estendere questa tecnica non solo a tutti i pazienti con tumore alla prostata, ma anche a pazienti affetti da altre patologie neoplastiche”.
Un plauso all’equipe della chirurgia urologica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro che, ancora una volta, ha permesso al nostro Paese di distinguersi per innovazione e competenza in campo sanitario.
La salute è il primo dovere della vita” Oscar Wilde, concetto molto caro a Mutua Basis Assistance.

Nicoletta Mele
Nicoletta Mele
Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Fondazione Health Italia_728

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