Malnutrizione nel Sud Est Asiatico, Onu e Fao propongono investimenti concreti

Sono necessari maggiori e più decisi investimenti sul fronte della nutrizione. È questa la richiesta lanciata dai rappresentanti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura e del Programma Alimentare Mondiale a seguito della loro – recente – visita alla Repubblica Popolare Democratica del Laos. Investimenti oggi quanto mai importanti al fine di migliorare la nutrizione e la sicurezza alimentare, e per osservare da vicino l’efficacia reale dei programmi che le agenzie portano avanti nel paese congiuntamente.
Stando infatti al report realizzato a seguito della visita nel Paese del Sud est asiatico, il Laos avrebbe compiuto buoni progressi nella lotta alla fame e alla povertà negli ultimi vent’anni, ma la malnutrizione resta un ostacolo all’ambizione di diventare un paese a medio reddito. L’arresto della crescita colpisce ancora circa un terzo dei bambini sotto i cinque anni, e le aree rurali ne sono le più colpite. Migliorare l’accesso a diete sane e diversificate è vitale per migliorare la nutrizione.
Tuttavia la questione alimentare è un nodo difficile da sciogliere per tutto, o quasi, il continente asiatico. In Asia infatti circa il 69% dei bambini sotto i cinque anni è malnutrito: sono 35 milioni, dei quali 12,1 milioni ne soffrono in forma grave. Di questi, 26,9 milioni di bambini deperiti al mondo vivono nell’Asia del sud e 5,1 nell’Asia del sud-est. Un’area che grosso modo comprende India, Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Maldive, Nepal, Pakistan, Sri Lanka. È uno dei dati preoccupanti sulla malnutrizione infantile in Asia riportati dal report sulle stime del 2017, pubblicato da Unicef in cooperazione con l’Organizzazione mondiale della salute e la Banca Mondiale. “L’Asia – si legge – ospita la maggioranza dei bambini sotto i 5 anni che soffre di deperimento e deperimento grave”. Secondo il rapporto, nel continente il deperimento mette a rischio la vita di un bambino su 10.
In questo senso, sarebbero tre i tipi di malnutrizione infantile: l’arresto della crescita (stunting), in cui i minori sono troppo bassi per la loro età; l’obesità, che si verifica quando i bambini pesano troppo per la loro altezza; il deperimento, che riguarda i bambini troppo magri per la loro altezza. I bambini incorrono nell’arresto della crescita quando vi è scarsa nutrizione nell’utero e nella prima infanzia, mentre il deperimento si verifica a causa di insufficiente assunzione di sostanze nutrienti o a causa di malattie. Per quanto riguarda, e qui si va nello specifico, il problema dell’obesità sono necessari ulteriori interventi per incoraggiare stili di vita più sani e alleviare la pressione sui giovani sistemi sanitari nazionali. Sempre sulla base dei dati rilasciati dall’Onu, il numero di bambini sotto i cinque anni in sovrappeso è aumentato del 38% tra il 2000 e il 2016 nella regione. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) sugli Stati membri, il tasso di obesità negli adulti è superiore rispetto agli Stati Uniti, Messico, Nuova Zelanda e Ungheria, e inferiore se rapportato a Giappone e Corea del Sud.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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