Disturbi comportamentali e ridotta connettività cerebrale nei bambini con autismo

I disturbi dello spettro dell’autismo sono caratterizzati da deficit della comunicazione e dell’interazione sociali in molteplici contesti (per esempio un approccio sociale anomalo o mancata reciprocità della conversazione, ridotta condivisione di interessi, emozioni o sentimenti, incapacità di dare inizio o di rispondere a interazioni sociali), deficit comunicativi non verbali (per esempio comunicazione verbale e non verbale scarsamente integrata, anomalie del contatto visivo e del linguaggio del corpo, deficit della comprensione e dell’uso di gesti, mancanza di espressività facciale e di comunicazione non verbale), deficit relazionali (per esempio, difficoltà di adattare il comportamento per adeguarsi ai diversi contesti sociali, difficoltà di condividere il gioco di immaginazione o di fare amicizia; assenza di interesse verso i coetanei). Altri sintomi includono comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi (per esempio movimenti, uso degli oggetti o eloquio stereotipati o ripetitivi), aderenza alla routine priva di flessibilità o rituali di comportamento verbale o non verbale (per esempio, estremo disagio davanti a piccoli cambiamenti, difficoltà nelle fasi di transizione, schemi di pensiero rigidi, saluti rituali, necessità di percorrere la stessa strada o di mangiare lo stesso cibo ogni giorno), interessi molto limitati e fissi (per esempio, forte attaccamento o preoccupazione nei confronti di soggetti insoliti); iper- o iporeattività in risposta a stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente (per esempio, apparente indifferenza a dolore/temperatura, reazione di avversione nei confronti di suoni o consistenze tattili specifici, annusare o toccare oggetti in modo eccessivo, essere affascinati da luci o da movimenti).
Più di un quarto dei bambini con disturbo dello spettro autistico soffre anche di un disturbo da comportamento dirompente e della condotta.
I disturbi da comportamento dirompente e della condotta si manifestano attraverso condotte che violano i diritti altrui o che mettono l’individuo in contrasto significativo con le norme sociali o gli individui che rappresentano l’autorità (genitori, insegnanti, ecc.). I disturbi da comportamento dirompente e della condotta includono il disturbo oppositivo provocatorio, caratterizzato da umore collerico/irritabile, comportamento polemico o provocatorio e vendicatività e il disturbo della condotta, caratterizzato da comportamenti messi in atto dal bambino che ledono i diritti fondamentali degli altri o le principali norme o regole sociali e che comprendono aggressioni a persone o animali, distruzione della proprietà, frode, furto o gravi violazioni di regole (marinare la scuola, non rientrare a casa, già prima dei 13 anni).
Per la prima volta, uno studio condotto da Karim Ibrahim della Yale University e apparso su Biological Psychiatry ha rivelato una possibile causa biologica: un meccanismo chiave che regola le funzioni delle emozioni in modo diverso nel cervello dei bambini con disturbo dello spettro autistico che mostrano comportamenti dirompenti rispetto a bambini con disturbi dello spettro autistico ma senza comportamenti dirompenti. Infatti, una ridotta connettività tra l’amigdala e la corteccia prefrontale ventrolaterale è stata identificata nei bambini con disturbi dello spettro dell’autismo con disturbi da comportamento dirompente e della condotta, rispetto a bambini con disturbi dello spettro dell’autismo ma senza disturbi da comportamento dirompente e della condotta.
Aggressività e irritabilità sono comuni nei bambini con autismo e sono tra le principali ragioni per il trattamento psichiatrico e per il ricovero ospedaliero”, ha affermato Ibrahim. “Eppure, si sa poco sulle basi biologiche dei problemi comportamentali nei bambini con autismo”. Lo studio di Ibrahim ha utilizzato scansioni fMRI eseguite durante un compito di percezione delle emozioni per confrontare l’attività cerebrale dei bambini con autismo con e senza comportamenti dirompenti. Mentre erano nello scanner, ai bambini veniva chiesto di osservare immagini di volti umani che mostravano espressioni calme o impaurite. Durante il compito, i ricercatori hanno osservato una ridotta connettività tra l’amigdala e la corteccia prefrontale ventrolaterale – un circuito critico per la regolazione delle emozioni – solamente nel cervello dei bambini che mostravano comportamenti dirompenti. Nota interessante, la ridotta connettività funzionale della corteccia prefrontale amigdala-ventrolaterale è stata associata unicamente al comportamento dirompente ma non alla gravità dei deficit sociali o dell’ansia, suggerendo “una distinta rete cerebrale che potrebbe essere separata dagli altri sintomi dell’autismo”, ha spiegato Ibrahim. Questa scoperta indica un meccanismo cerebrale di disregolazione emotiva nei bambini con autismo e offre un potenziale biomarcatore per lo sviluppo di trattamenti mirati per l’irritabilità e l’aggressività nell’autismo.
 

Giuseppe Iannone
Giuseppe Iannone
Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.
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