Aspetti positivi e negativi dell'anguria, il frutto dell'estate

Giovedì 21 giugno inizierà ufficialmente l’estate, anche se il caldo sembra ormai essere arrivato. Le temperature, intatti, sembrano aumentare ogni giorno di più, insieme alla voglia di rinfrescarsi e mangiare cibi sani. Tra questi spicca l’anguria, chiamata anche cocomero e riconosciuta come Citrullus lanatus. È una pianta della famiglia Cucurbitacee e sembra provenire originariamente dall’Africa tropicale.
La polpa del cocomero può essere rossa, arancione, gialla o bianca. In Italia e Giappone sono state prodotte angurie dalla forma cubica o piramidale ottenuta facendo crescere i frutti all’interno di recipienti di vetro in modo da fargli assumere la forma del contenitore. Anche in questi ultimi casi, le proprietà ed i benefici di uno dei frutti più amati nel periodo estivo, sono molteplici.
Fresco e dissetante, il cocomero soddisfa tutti i gusti e contiene una buona dose di potassio, magnesio, vitamine e sali minerali con un basso apporto di zuccheri, solamente trenta kcal per cento grammi di polpa. In particolare, su cento grammi di anguria, solo circa sei/otto grammi sono zuccheri in quanto l’anguria è composta per lo più di acqua, circa il 92%, che contribuisce alla corretta idratazione del corpo, un fattore di non poco conto in estate. Bisogna fare attenzione, però a tutti coloro che hanno difficoltà digestive poiché l’elevato contenuto di acqua diluisce i succhi gastrici e tende a rallentare la digestione.

Molto interessante invece è il contenuto di potassio, pari a 115 mg. Si tratta di un minerale molto utile soprattutto per gli sportivi, perché agisce sulla contrazione muscolare prevenendo i crampi e favorendo il recupero fisico. Anche il magnesio, fondamentale per rifornire le cellule di energia, è presente in buona quantità. Non mancano, inoltre, altri sali minerali essenziali come fosforo, calcio, sodio e ferro. Il cocomero contiene in dose considerevoli le vitamine A, C, B1, B2, B6 e PP.
L’anguria è una buona alleata della pelle perché contiene il licopene, una sostanza fortemente benefica e antiossidante che combatte i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. Inoltre, secondo le più recenti scoperte scientifiche, questo frutto molto fresco e dolce risulta essere un aiuto naturale contro le malattie cardiache, l’ipertensione e il colesterolo per la presenza di citrullina, un aminoacido non essenziale che promuove la dilatazione e incrementa l’elasticità dei vasi sanguigni. In più la citrullina convertita nell’organismo in arginina, è in grado di mantenere le giuste concentrazioni di ossido nitrico permettendo di far raggiungere ma anche di mantenere l’erezione. Ne consegue un effetto benefico per chi soffre di disfunzione erettile.
Il cocomero risulta molto utile a coloro che soffrono pesantemente di insonnia stimolando la serotonina o l’ormone del buonumore, che favorisce il riposo notturno regolando i ritmi circadiani e sincronizzando il ciclo sonno-veglia con le fluttuazioni endocrine quotidiane.
Tuttavia, non a tutti piace il cocomero che può presentare delle controindicazioni che non devono essere assolutamente sottovalutate.
L’anguria non è molto digeribile perché l’eccessiva acqua in essa contenuta ostacola l’azione digestiva dei succhi gastrici, quindi il suo consumo è sconsigliato a chi soffre di cattiva digestione ed è comunque meglio mangiarla lontano dai pasti. Prestare attenzione anche nel caso in cui si soffra di colite o gastrite. I soggetti allergici all’aspirina o derivati, dovrebbero consultare il medico prima di consumare questo frutto in quanto contiene dei salicilati naturali. Infine ricordiamo che un suo consumo eccessivo è controindicato in caso di diabete, dato l’elevato indice glicemico. Tuttavia, se associata ad un pasto ricco di fibre che riducono l’assorbimento degli zuccheri, si possono consumare 200 gr di anguria una volta a settimana.
 

Beatrice Casella
Beatrice Casella
Laureata in economia internazionale e dello sviluppo, si è sempre appassionata del settore sanitario. Il tema della tesi di laurea triennale ha riguardato il tasso di mortalità infantile in Tanzania (paese dove ha vissuto alcuni anni). Per il suo master's degree si è concentrata sull'incidenza della politica e dell'economia nel garantire una salute globale. Praticante giornalista, ha lavorato a Milano con il Gruppo editoriale L'Espresso e attualmente lavora come Research Analyst per una società che si occupa di costruzioni sostenibili.
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