“VOGLIO STARE A CASA…VIENI TU”. IL PRIMO PROGETTO DI OSPEDALIZZAZIONE PEDIATRICA A DOMICILIO

Nicoletta Mele

Nicoletta Mele

Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
Nicoletta Mele

L’ospedalizzazione a domicilio per i piccoli pazienti affetti da patologia oncologica e Oncoematologia da oggi è possibile grazie ad un progetto del

Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche dell’ospedale Regina Margherita dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute di Torino diretto dalla Professoressa Franca Fagioli in collaborazione con Casa UGI e l’associazione APL Ail. Si tratta del primo esempio di ospedalizzazione pediatrica a domicilio. Gli obiettivi del progetto “Voglio stare a casa. Vieni tu” sono quelli di ridurre i disagi psicologici e sociali per i piccoli pazienti e per le loro famiglie, garantire un insieme di prestazioni mediche secondo piani individuali, in base ai singoli bisogni ma in piena sicurezza, diminuendo il numero di accessi e il tempo trascorso in ospedale e rendendo così anche più efficiente l’attività ambulatoriale.

Abbiamo incontrato la Professoressa Franca Fagioli la quale ha spiegato che “è uno dei primi su scala nazionale, nasce dalla consapevolezza che sia di fondamentale importanza per il bambino o l’adolescente affetto da patologia oncologica la conduzione di una vita sempre più “vicina” alla normalità, riducendo al minimo il tempo trascorso in Ospedale e consentendo loro di trascorrere il maggior tempo possibile a casa, in famiglia. In quest’ottica la S.C. di Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti, Presidio OIRM, Città della Salute e della Scienza di Torino con UGI e APL ha realizzato questo progetto di Assistenza Infermieristica Domiciliare che rappresenta una delle risorse in grado di garantire al paziente e alla sua famiglia di ridurre parte del tempo trascorso in Ospedale per esami, prelievi e medicazioni”.

Quali sono i vantaggi?

“In particolare, poter offrire la possibilità di effettuare a domicilio i prelievi ematici e la medicazione del catetere venoso centrale, programmando la visita medica, qualora necessaria, in un secondo momento consente innegabili vantaggi quali: la riduzione del numero di accessi in Ospedale, limitando questi ultimi ai pazienti che necessitano di una rivalutazione clinica o di una terapia medica e la riduzione del tempo trascorso in Ospedale per i pazienti che effettuano controllo clinico, poiché il medico curante, avendo già a disposizione gli esiti degli esami di laboratorio, può effettuare la dimissione molto più velocemente e la riduzione dei disagi per la famiglia del paziente, dovuta all’abbreviarsi del tempo trascorso in Ospedale. È rivolto a tutti i piccoli pazienti affetti da patologia oncologica ed oncoematologica in età pediatrica seguiti presso la Struttura Complessa Oncologia Pediatrica del Presidio OIRM e residenti nel Comune di Torino, ai pazienti ospitati a domicilio presso le Strutture di Accoglienza che collaborano con il Centro di oncologia pediatrica ed ai pazienti che necessitano di isolamento e/o affetti da microrganismi Alert, potenzialmente pericolosi per altri soggetti immunodepressi”.

Quali sono le prestazioni che possono essere effettuate a domicilio?

“La medicazione degli accessi vascolari centrali ed i prelievi per controlli ematologici, in particolare per i pazienti per i quali si renda necessario un monitoraggio dell’emocromo con formula leucocitaria, delle funzionalità d’organo e della coagulazione, che non abbiano precedentemente presentato, in corso di trattamento, tossicità ematologiche tali da richiedere e preferire un accesso ospedaliero, in regime di day service o di day hospital, e per i quali sia possibile procrastinare in un momento successivo un’eventuale trattamento medico in ambito ospedaliero (quali, ad esempio la trasfusione di emoderivati)”.

Quando il paziente dovrà recarsi in ospedale?

Il paziente si recherà in Ospedale il giorno stesso a fine mattinata oppure nei giorni successivi in base alla necessità del controllo clinico che verrà stabilita dal medico che ha in cura il paziente sulla base del percorso clinico e dell’esito degli esami effettuati a domicilio”.  

Quando partirà l’ospedalizzazione a domicilio?

A marzo si avvierà una fase iniziale che si svolgerà durante i giorni feriali (lunedì-venerdì), in orario diurno articolato secondo le esigenze delle persone assistite con l’arruolamento ogni giorno di circa 10 bambini affetti da patologia oncologica e oncoematologica, residenti a Torino o nei Comuni limitrofi o ospitati nelle strutture di accoglienza che collaborano con l’ospedale. Ovviamente il numero dei pazienti è destinato ad aumentare”.

Quali sono i progetti per il futuro?

Trattandosi di un progetto pilota in fase iniziale per il futuro auspichiamo la buona riuscita del progetto e il raggiungimento dei risultati declinati in primis nell’aumento nel tempo del numero dei pazienti seguiti al domicilio e nella diminuzione del numero di visite effettuate post prelievo al domicilio.

L’andare incontro ad una cura “umanizzante” attenta alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie, è poi sicuramente un altro obiettivo da raggiungere unito al garantire una cura al massimo dell’eccellenza e della personalizzazione.

Questo progetto garantirà la creazione ed il consolidamento di una sempre più forte rete di pediatria sul territorio regionale in sinergia con il Centro Specialistico di Riferimento anche grazie al supporto già in essere da anni con le Associazioni di volontariato CASA UGI e APL”.

Attraverso questo nuovo modello di prestazioni verranno personalizzate le cure in base alle esigenze dei bambini e delle famiglie, offrendo allo stesso tempo un livello di sicurezza pari a quello ospedaliero e riducendo le conseguenze emotive negative dovute alla permanenza in Ospedale, nell’immediato e a lungo termine.

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