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Tumore al pancreas, dai fattori di rischio più comuni alla diagnosi
Ogni anno, la Giornata mondiale sul tumore al pancreas, fissata per il 20 novembre, rappresenta un momento importante per puntare i riflettori su una delle malattie oncologiche più insidiose: il tumore al pancreas. In occasione di questa ricorrenza, associazioni, pazienti, famiglie e istituzioni fanno rete con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su rischi, sintomi, diagnostica e ricerca, con l’obiettivo di migliorare la consapevolezza e favorire diagnosi più precoci.
Il tumore al pancreas è una delle neoplasie più gravemente prognostiche: secondo la World Pancreatic Cancer Coalition (WPCC) è la sesta causa di morte legata ai tumori a livello globale, con una sopravvivenza a cinque anni ‘a una cifra’ percentuale. In Italia e nel mondo la sfida è duplice: da un lato la scarsa visibilità della patologia, dall’altro l’assenza (al momento) di un test di screening per la popolazione generale. La Giornata mondiale serve dunque a richiamare l’attenzione sul fatto che è tempo di agire (It’s About Time), lo slogan scelto da WPCC.
Il pancreas è una ghiandola situata dietro lo stomaco, con funzioni sia esocrine (produzione di enzimi digestivi) che endocrine (secrezione di ormoni come l’insulina).
La forma più comune di neoplasia pancreatica è il carcinoma duttale esocrino, che rappresenta oltre il 90 % dei casi. Il tumore insorge nelle cellule che rivestono i dotti pancreatici o, meno frequentemente, dalle cellule che producono enzimi digestivi. Esiste anche una forma più rara, i tumori neuroendocrini pancreatici (NETs), che originano dalle cellule ormonali del pancreas e presentano una prognosi migliore rispetto al carcinoma esocrino.
Tra i fattori di rischio si segnalano: il consumo di tabacco, obesità e sovrappeso, diabete di nuova insorgenza, pancreatite cronica, predisposizione genetica, alcol e dieta. Pur non potendo eliminare completamente il rischio, esistono misure preventive che possono aiutare: mantenere un peso sano, smettere di fumare, moderare l’alcol, adottare una dieta ricca di frutta e verdura e limitare carni lavorate e grassi saturi. Uno dei problemi principali del tumore al pancreas è che spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali, motivo per cui viene diagnosticato tardivamente.
La diagnosi avviene tramite esami di laboratorio, imaging (TC, RM, ecografia endoscopica), biopsie e valutazione multidisciplinare. Purtroppo, la prognosi resta sfavorevole: negli Stati Uniti si stima che nel 2025 circa 67.440 nuovi casi verranno diagnosticati e 51.980 persone moriranno di questo tumore. La sopravvivenza a 5 anni per tutti gli stadi combinati è ormai stimata intorno al 13 % circa. Il trattamento può includere chirurgia (quando possibile), chemioterapia, radioterapia, terapie palliative e – sempre più – studi clinici per terapie mirate e immunoterapia. Le difficoltà principali sono date dalla rapidità di crescita del tumore, dalla sua localizzazione e dalla tardiva diagnosi.










