Il tracollo del sistema sanitario venezuelano. Mortalità materna aumenta del 65%

Il sistema sanitario venezuelano è al collasso: buona parte delle strutture assistenziali, dalle case di cura agli ospedali, non è operativa e non riesce a rispondere alle esigenze della popolazione.

In Venezuela la crisi peggiora sempre di più e interessa tutti i settori della vita pubblica: dall’istruzione al mondo del lavoro, coinvolgendo anche il sistema sanitario che ad oggi è al collasso. Diverse, infatti, sono le violazioni del diritto alla salute e le difficoltà di avere accesso al cibo e ad altri generi e servizi di prima necessità. Disagi che hanno peggiorato le condizioni di vita di migliaia di venezuelani costretti ormai da mesi ad abbandonare le proprie città e abitazioni per costruirsi una nuova vita altrove. Il popolo venezuelano è una realtà in crescente migrazione. Lo denuncia Amnesty International sulla neonata piattaforma digitale “Uscita d’emergenza”.
“Le persone fuggono da una situazione agonizzante – afferma Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe – che ha trasformato patologie trattabili in questioni di vita o di morte. I servizi sanitari di base sono al collasso e trovare farmaci essenziali è una lotta costante: a migliaia di persone non resta che cercare cure mediche all’estero. Restare a guardare non fa parte delle opzioni. La comunità internazionale e lo stato venezuelano devono iniziare immediatamente a collaborare per mitigare questa crisi esplosiva”.

Stando al ‘diario di bordo’ delle organizzazioni umanitarie presenti sul territorio dilaniato da una crisi economica e governativa drammatica, la carenza dei medicinali nelle case di cura venezuelane raggiunge la soglia dell’80%. Questo significa che buona parte delle strutture assistenziali, dalle case di cura agli ospedali, non è operativa e non riesce a rispondere alle esigenze della popolazione. Da parte sua, il governo nega una crisi alimentare e sanitaria rifiutando le offerte di aiuti e cooperazione della comunità internazionale. Amnesty International, pertanto, esorta lo stato venezuelano a cooperare insieme alla comunità internazionale per assicurare che siano disponibili risorse finanziarie e tecniche per garantire a tutti l’accesso tempestivo a cure mediche necessarie e di qualità.
Nel corso del 2018 Amnesty International pubblicherà sulla piattaforma digitale “Uscita d’emergenza” le storie di persone provenienti dal Venezuela e che hanno chiesto protezione ad altri paesi della regione, tra questi donne che aspettano un bambino e persone con malattie croniche alla ricerca di cure mediche fondamentali. Le autorità della Colombia stimano che nel 2017 il numero dei venezuelani presenti nel paese sia salito a 550.000. Lo scorso anno, secondo il ministero della Salute, i servizi sanitari colombiani hanno fornito cure mediche urgenti a oltre 24.000 venezuelani. Quelli situati nelle città di confine di Maicao e Cúcuta hanno curato un numero di pazienti due o tre volte superiore rispetto al 2016.
Tra i venezuelani fuggiti in Colombia, si contano centinaia di donne incinte alla ricerca delle specifiche cure mediche che attualmente in Venezuela sono assai scarse. Dal 2015 al 2016, gli ultimi due anni su cui sono stati diffusi dati ufficiali, la mortalità materna è cresciuta di oltre il 65%. Nel 2016 aveva fatto il giro del mondo una foto in cui erano immortalati alcuni neonati mentre riposavano entro scatole di cartone trasformate in culle nel reparto maternità di un ospedale di Barcelona, città di circa 400mila abitanti nel nord est del Venezuela. Foto che inquadra perfettamente lo stato attuale delle strutture sanitarie del Paese sudamericano.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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