Sanità digitale, il 64% degli italiani ci crede

L’Italia mostra una crescente apertura verso l’innovazione digitale e l’impiego dell’intelligenza artificiale in sanità, sia da parte dei cittadini sia delle istituzioni. È quanto emerge da un’indagine campionaria condotta da YouTrend in collaborazione con LS CUBE, presentata a Roma durante l’evento ‘NET-HEALTH – Sanità in rete 2030’, i cui risultati sono stati diffusi da Askanews.

Secondo la ricerca, il 64% degli italiani dichiara di sentirsi a proprio agio nell’utilizzo di strumenti digitali sanitari per la gestione della propria salute. Un dato che testimonia come la trasformazione digitale non sia più percepita come un ostacolo, ma come un’opportunità concreta. Parallelamente, il 70% dei parlamentari e dei consiglieri regionali concorda sulla necessità di introdurre norme specifiche per regolamentare l’uso dei dati sintetici e dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario, a conferma di una crescente attenzione istituzionale sul tema.

L’apertura riguarda anche la ricerca: il 60% degli intervistati approva l’impiego dell’IA nella ricerca scientifica e nella sperimentazione clinica, mentre il 66% si dice disponibile a mettere a disposizione i propri dati sanitari, attraverso sistemi basati su IA, per finalità di ricerca. “Da questa iniziativa emerge sicuramente un’esigenza di digitalizzazione – ha spiegato Rosanna Sovani, Partner di LS CUBE – ma ciò che ci ha stupito maggiormente è la grande predisposizione dei cittadini verso la condivisione del dato sanitario”. Un atteggiamento che, secondo Sovani, riflette una forma di “altruismo sanitario” già interiorizzata, in linea con i principi introdotti dal regolamento europeo, e che potrebbe accelerare la ricerca nel rispetto di rigorosi standard di privacy ed eticità.

Sul fronte istituzionale, Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento del Ministero della Salute, ha sottolineato come i dati sintetici siano sempre più utilizzati nei trial clinici, consentendo di ridurre i tempi di sviluppo e generare benefici diretti per i pazienti. Un concetto ribadito anche da Guido Rasi, consulente del Ministero, che ha evidenziato il potenziale dei dati sintetici nello studio di popolazioni rare o difficili da analizzare, con vantaggi in termini di velocità, costi e tutela della privacy.

L’indagine affronta infine il tema dei sistemi premiali: il 48% dei cittadini, il 53% dei parlamentari e il 74% dei consiglieri regionali si dichiarano favorevoli all’introduzione di incentivi per migliorare le performance regionali. La ricerca rientra nel progetto NET-HEALTH, policy enabler ideato da LS CUBE e giunto alla terza edizione, con l’obiettivo di promuovere una sanità più equa, efficiente e integrata, capace di mettere innovazione e tecnologia al servizio dei pazienti, come riportato da Askanews.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola è un giornalista pubblicista iscritto all’Albo dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Ha conseguito la laurea in giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma ed è autore di due pubblicazioni editoriali. Dal 2015 si occupa di informazione, scrivendo prevalentemente di temi legati alla Santa Sede, al teatro e al cinema, oltre che di politiche territoriali, welfare e sanità integrativa. Quest’ultimo ambito rappresenta il focus principale della sua collaborazione con Mutua MBA e con HEALTH magazine.

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