IN OGNI SERATA C’E’ CHI BEVE…E CHI SI DIVERTE. E TU? LA CAMPAGNA DEL MINISTERO DELLA SALUTE SULL’ABUSO DI ALCOL

C’è chi beve e chi si diverte. E tu? È questa la campagna sull’ abuso di alcol lanciata dal ministero della Salute e dedicata soprattutto ai ragazzi tra i 18 e i 24 anni.

L’abuso di alcol fa male, si sa. Secondo il Global status report on alcohol and health 2014 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato il 12 maggio 2014, l’uso di alcol nel 2012 ha causato nel mondo 3,3 milioni di morti, ossia il 5,9% di tutti i decessi (7,6% uomini e il 4,0% donne) e il 5,1% degli anni di vita persi a causa di malattia, disabilità o morte prematura (Disability Adjusted Life Years, DALYs) attribuibili all’alcol.
L’alcol è infatti una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e può indurre dipendenza. Causa danni diretti alle cellule di molti organi, soprattutto fegato e sistema nervoso centrale, e alle cellule del cervello.
abuso di alcol
L’alcol è assorbito per il 2% dallo stomaco e per il restante 80% dalla prima parte dell’intestino. L’alcol assorbito passa quindi nel sangue e dal sangue al fegato, che ha il compito di distruggerlo tramite un enzima chiamato alcol-deidrogenasi. Solamente quando il fegato ha finito la sua azione, la concentrazione dell’alcol nel sangue risulta azzerata. Tutto questo processo richiede tempo: in media, la velocità con cui il fegato rimuove l’alcol dal sangue  è di circa mezzo bicchiere di bevanda alcolica all’ora. Questo sistema di smaltimento non è uguale per tutti: varia in funzione del sesso, dell’età, dell’etnia e di altre caratteristiche personali; è inefficiente sotto i 16 anni di età, e dopo i 65 anni si perde gradualmente la capacità di smaltire l’alcol. Le donne hanno la metà delle capacità maschili. È per questo che alcune persone sono più vulnerabili agli effetti dell’alcol.
Non esiste un consumo di alcol sicuro per la salute, ma se si decide di bere è importante farlo in maniera consapevole, moderata e responsabile. I ragazzi minorenni, così come chi si mette alla guida e le donne in gravidanza e allattamento non devono assumere alcol. Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli uomini adulti non dovrebbero andare oltre i due bicchieri di vino al giorno (o una lattina di birra o un bicchierino di superalcolico), le donne dovrebbero fermarsi alla metà delle quantità indicate. Per i minori di quindici anni, il divieto è assoluto. Nel nostro Paese, per effetto della legge 8 novembre 2012 n.189, è vietato somministrare e vendere bevande alcoliche ai minori di 18 anni.
Ma purtroppo sono tantissimi i ragazzi che bevono smodatamente e senza controllo. Fenomeno preoccupante sia per quanto riguarda la salute, sia perché può causare comportamenti pericolosi per sé e per gli altri (come la guida in stato di ebbrezza). Tra l’altro, in Italia la prima causa di morte tra i giovani è legata agli incidenti stradali causati da stato di ebbrezza dei conducenti. Questo purtroppo avviene soprattutto a causa della falsa credenza, molto diffusa, che l’alcol facilita le relazioni sociali perché genera piacere, euforia e disinibizione. Non è vero! Il consumo dell’alcol abbassa la percezione del rischio e favorisce i comportamenti senza controllo. Fino a 21 anni, l’organismo non ha completato lo sviluppo e non riesce a metabolizzare l’alcol in maniera efficace. È per questo che qualsiasi quantità di alcol assunta dai giovani, circolando immodificata nel sangue, li espone a un rischio maggiore rispetto alle persone adulte.
Negli ultimi anni si è diffuso il binge drinking, il consumo di eccessive quantità (convenzionalmente 6 o più bicchieri di bevande alcoliche) in una sola occasione con l’unico obiettivo di ubriacarsi.
Secondo la “Relazione sugli interventi realizzati nel 2015 in materia di alcol e problemi correlati”, trasmessa dal Ministero della Salute al Parlamento, nel 2013 il binge drinking era diffuso tra il 25,8% degli italiani, mentre nel 2014 interessava il 26,9%. È diffuso soprattutto tra i ragazzi tra i 18 e i 24 anni, che lo adottano spesso nell’ambito di occasioni e contesti legati al divertimento e alla socializzazione.
Proprio per scoraggiare il consumo di alcol tra giovani e giovanissimi, il ministero della Salute,  in collaborazione con l’Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell’Istituto superiore di sanità, ha da poco lanciato la campagna “In ogni serata c’è chi beve… e chi si diverte. E tu?”.
È stato realizzato un breve spot tv, che punta a destrutturare di significati il modello comportamentale proposto dai media che associa l’atto del bere a successo, divertimento e fascino, a sminuire l’idea dell’alcol come facilitatore di socializzazione nell’immaginario collettivo, a proporre l’alternativa di una convivialità analcolica e a promuovere e rendere vincente l’immagine di chi sa controllarsi.
 

 
Il target a cui si rivolge la campagna è giovane, quindi l’ambientazione è riferita alle dinamiche di gruppo giovanili, la cosiddetta “appartenenza al branco”. “I messaggi – spiega il ministero – tengono conto dell’individualità del singolo all’interno di tale gruppo nell’ambito di un confronto tra peers. Si focalizza l’attenzione sulla percezione che gli altri (il gruppo o il partner) hanno  –  in senso negativo – di chi eccede o – in senso positivo – di chi non eccede. Il linguaggio, in particolare, contiene slang e modi di dire del gergo giovanile”. La testimonial è la giovanissima cantante Enrica Tara, del talent televisivo “X FACTOR”, molto seguito dai giovani. Per una maggiore identificazione da parte dei ragazzi,  la testimonial non recita un ruolo da protagonista ma è contestualizzata nel gruppo.
Mutua MBA, importante società di mutuo soccorso, ricorda a tutti l’importanza di condurre uno stile di vita sano. Non bere, non fumare, mangiare in maniera corretta e fare attività fisica: tutto questo è alla base della nostra salute, il nostro bene più prezioso!

Mariachiara Manopulo
Mariachiara Manopulo
Bolognese di nascita e quasi romana d’adozione, mi sono laureata in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica, e specializzata prima con un Master in diritto parlamentare e valutazione delle politiche pubbliche e poi con un Master in Digital PR e Media Relations. Ho avuto diverse esperienze nel settore della comunicazione; dopo più di tre anni passati nell'ufficio stampa di un gruppo parlamentare alla Camera dei deputati, ora lavoro nell'ufficio Comunicazione e Marketing di Health Italia.

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