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Prevenzione delle malattie del cavo orale, nasce il primo Comitato scientifico
È stato istituito il primo Comitato Scientifico Multidisciplinare dedicato al rapporto tra salute orale e salute sistemica. Il nuovo tavolo di lavoro permanente riunisce la Federazione Italiana delle Società Medico-Scientifiche (FISM), autorevoli esperti clinico-scientifici, le università Sapienza di Roma e Cattolica del Sacro Cuore, con il professor Enrico Gherlone, nominato dal Ministro della Salute come esperto per l’odontoiatria, nel ruolo di major advisor. L’obiettivo, come riporta Tgcom24, è inserire la prevenzione delle malattie del cavo orale tra le priorità della salute pubblica nazionale, sensibilizzando la popolazione sul legame tra igiene orale e benessere dell’intero organismo.
Il Comitato si inserisce nel progetto ‘In Bocca alla Salute’, sostenuto dal contributo non condizionante di Procter & Gamble, che richiama l’attenzione su come la cura del cavo orale rappresenti una delle sfide più sottostimate ma più cruciali per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Sulla base di quanto restituito dall’indagine a cura dell’Osservatorio di igiene orale di Nomisma e Fondazione ReS, l’85% degli italiani soffre di problemi dentali o gengivali. Emerge inoltre una scarsa consapevolezza dello stretto legame tra salute orale e principali patologie sistemiche: l’88% non conosce la correlazione con le malattie cognitive; il 74% con il diabete; il 58% con le malattie respiratorie; il 49% con quelle cardiovascolari.
La letteratura scientifica mette in luce che chi presenta malattie gengivali ha un rischio maggiore di sviluppare diabete, infarto, ictus, malattie cognitive come Alzheimer, artrite reumatoide e complicanze in gravidanza.
La criticità non riguarda solo l’Italia. L’appello internazionale è chiaro: servono informazione, prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti accessibili.Nonostante ciò, solo il 63% di chi soffre di patologie sistemiche ha ricevuto informazioni sulla possibile correlazione con la salute orale, principalmente dai dentisti; appena il 25% dal medico curante o da uno specialista.<
Le abitudini degli italiani
Il divario tra le buone pratiche raccomandate dal Ministero della Salute e il comportamento reale è significativo. Le linee guida invitano a lavarsi i denti almeno tre volte al giorno, usare lo spazzolino elettrico, dentifricio fluorato e filo interdentale quotidianamente, oltre a effettuare controlli periodici. Tuttavia: solo il 25% utilizza uno spazzolino elettrico; solo il 27% usa il filo interdentale; il 40% ha rinunciato a visite o cure odontoiatriche, soprattutto per motivi economici.
Scienza e istituzioni: una collaborazione necessaria
“La salute inizia dalla bocca, ma per questo è indispensabile che istituzioni e scienza lavorino insieme”, afferma la senatrice Elena Murelli, capogruppo della Decima Commissione del Senato, sottolineando l’avvio del primo tavolo tecnico del Comitato.










