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Patologie renali: arriva una membrana simile al rene

Dal congresso della Società italiana di nefrologia arrivano novità relative alla dialisi peritoneale. E una nuova membrana molto simile al rene…

Il 10% della popolazione mondiale è affetta da patologie renali croniche. Nel 2010 a livello globale erano circa 2,6 milioni le persone sottoposte a dialisi. Le stime al 2030 parlando di circa 5,4 milioni. In Italia sono circa 50 mila i pazienti italiani con insufficienza renale cronica terminale che si sottopongono a dialisi. Di questi, meno del 10% è trattato a casa attraverso la metodica della dialisi peritoneale. È questo il tema cardine del simposio Baxter ‘Innovare e personalizzare la cura del paziente cronico’, organizzato al congresso della Società italiana di nefrologia che si è svolto a Rimini qualche giorno fa.
Tecnicamente, questa modalità di dialisi stressa meno l’organismo, garantisce un buon controllo dell’anemia, un minor rischio di disturbi del ritmo cardiaco, non necessita di un accesso vascolare e salvaguarda la funzione renale residua. Tuttavia, come sottolinea Adnkronos, a oggi la percentuale di utilizzo di questa metodica in Italia è davvero bassa, mentre le ricerche scientifiche dimostrano che si potrebbe raggiungere il 30%. Anche grazie alla terapia di emodialisi Hdx resa possibile grazie a un nuovo filtro (Theranova): il trattamento si serve di un nuovo e ultimato dializzatore progettato con un profilo di filtrazione che permette di rimuovere più efficacemente i soluti uremici, rispetto ad altre membrane usate nell’emodialisi, avvicinandosi sempre di più alla fisiologica funzionalità renale.

“La terapia sostitutiva del rene – ha dichiarato Claudio Ronco, direttore della Divisione di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale dell’ospedale San Bortolo di Vicenza – ha l’obiettivo di avvicinarsi quanto più possibile alla funzionalità dell’organo che sostituisce. La grande innovazione è rappresentata dalla membrana che rende possibile questa terapia. Grazie alla tecnologia con la quale è stata realizzata, possiamo dire che la sua funzione è molto simile alla membrana del rene umano e quindi permette una performance di purificazione del sangue vicina alla normalità”.
Si definisce Malattia Renale Cronica (MRC) una condizione di alterata funzione renale che persiste oltre i 3 mesi. È classificata in cinque stadi di crescente gravità, dove lo stadio 5 corrisponde alla terapia sostitutiva dialitica o al trapianto di rene. Le sue dimensioni epidemiche, l’elevato rischio cardio-vascolare ad essa associato e gli alti costi sociali ed economici connessi ai trattamenti sostitutivi, come la dialisi e il trapianto, ne fanno uno dei principali argomenti nei piani di prevenzione e di programmazione sanitaria.
Lo studio CARHES (Cardiovascular risk in Renal patients of the Health Examination Survey) condotto dalla Società Italiana di Nefrologia, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, ha reso disponibili, per la prima volta, i dati relativi alla diffusione della malattia renale in Italia. La prevalenza è risultata del 7,5% negli uomini e del 6,5% nelle donne in una popolazione con una età compresa tra i 35 e 79 anni. Questo vuol dire che diversi milioni di individui in Italia sono portatori di una insufficienza renale e spesso non sanno di avere questa patologia. Purtroppo i numeri sono destinati ad aumentare nel tempo per diversi motivi, primo fra tutti l’invecchiamento della popolazione (la ridotta funzionalità del rene è la conseguenza fisiologica del deterioramento nel tempo dell’organo).
 

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