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PARTE IL PROGETTO EPIICAL, UNA NUOVA SFIDA ALL'AIDS

Il progetto Epiical nasce da una collaborazione tra la Fondazione Penta e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e, partendo dalle cellule dei bambini sieropositivi, mira a mettere a punto nuovi farmaci capaci di combattere il virus.

Il mondo è ancora in lotta contro l’AIDS. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo 36,9 milioni di persone hanno il virus dell’HIV. In Italia ogni anno si registrano 4 mila nuovi casi di HIV, soprattutto tra i giovani tra i 25 e i 29 anni. Di questi il 60% viene scoperto in una fase tardiva di infezione. Nel nostro Paese sono 120.000 le persone che convivono con l’HIV. La situazione è drammatica anche per quanto riguarda i bambini. Ogni anno i piccoli che si infettano sono circa 250.000, una infezione ogni 2 minuti, per un totale di circa 2.6 milioni. Purtroppo, solo un terzo di loro ha attualmente accesso alle cure antivirali. In Italia sono tra gli 800 e i 1000 i minorenni affetti da HIV, e sono soprattutto figli di donne che non sapevano di avere l’infezione. Le nuove diagnosi in Italia negli ultimi 3 anni si aggirano intorno alle 3-4 nuove infezioni di neonati ogni anno, sempre da madri che non sapevano di essere infette. Nel mondo, più del 90% dei bambini viene infettato direttamente della mamma e soltanto il 28% dei bambini da 0 a 14 anni riceve la terapia antiretrovirale. Un vaccino che prevenga la trasmissione dell’HIV sembra purtroppo ancora un miraggio, ed è importante che la ricerca si concentri sulla prevenzione e il trattamento del virus.
Progetto epiical
Per dare una risposta a tutto questo, è partito un nuovo progetto internazionale, guidato dall’Italia. Si chiama “Epiical”, ed è nato da una collaborazione tra la Fondazione Penta, network internazionale che riunisce centri universitari di altissimo livello in tutto il mondo, e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’iniziativa è sostenuta da ViiV Healthcare, società farmaceutica dedicata interamente all’HIV, con un contributo di 8 milioni di euro nell’arco dei prossimi 5 anni di sviluppo della piattaforma Epiical.
Obiettivo del progetto è studiare l’andamento dell’infezione e verificare l’efficacia di nuove strategie immuno-terapeutiche, che siano in grado non solo di bloccare la replicazione virale, ma anche di determinare fasi di remissione della malattia e permettere temporanee sospensioni dei trattamenti antivirali. Le cellule dei bambini sieropositivi rappresentano un modello unico di sviluppo del virus e della malattia, e si parte proprio da queste per creare farmaci nuovi, capaci di agire su nuovi target e di aprire la strada all’immunoterapia specifica, in grado di rendere il corpo capace di eliminare il virus con i propri sistemi difensivi. Studiando in laboratorio quanto avviene nei bambini, quindi, si cerca di trovare nuove cure e terapie destinate a tutti. Per continuare a combattere il virus HIV servono trattamenti innovativi e sempre più “Patient Friendly”, che permettano di controllare adeguatamente il fenomeno delle resistenze, limitare gli effetti indesiderati delle cure nel tempo e soprattutto giungere all’eliminazione del virus dall’organismo.
La più grande rivoluzione nel trattamento e nella cura dell’AIDS è stata l’introduzione della terapia combinata antiretrovirale nelle fasi più precoci dell’infezione, applicata soprattutto in casi di infezione pediatrica. Il virus viene trasmesso da una madre infetta al neonato, con il parto, si conosce il momento dell’inoculo dell’agente infettivo e quindi si può istaurare immediatamente la terapia. Tra i pionieri di questa rivoluzione, avvenuta negli anni ’90, c’è anche il gruppo dei Pediatri Immuno-Infettivologi dell’IRCCS Bambino Gesù di Roma. Con la terapia precoce si può riuscire ad abbattere e quasi ad annullare la presenza del virus HIV nel sangue e nei tessuti, modificando gli effetti negativi sul sistema immunitario e quindi la salute generale dei pazienti. I bambini che ne hanno beneficiato, presentano un quadro immunologico e virologico unico. Addirittura alcuni di loro, sospesa la terapia, sono stati per lungo tempo senza virus HIV evidenziabile.
Come ha spiegato il professor Paolo Rossi, direttore del Dipartimento Pediatrico Universitario dell’Ospedale Bambino Gesù: “Epiical è la più grande piattaforma di dati virologici e immunologici già esistenti o in divenire ottenuti dalle maggiori coorti internazionali di bambini (migliaia) trattati con la Terapia Precoce da cui derivare nuove e preziose informazioni sul comportamento ed interazione del Virus e sistema immunitario. I dati verranno studiati con la metodologia dell’analisi dei ‘Big Data’ e cioè con l’utilizzo di modelli matematici per la predizione della risposta personalizzata alle terapie e ai vaccini”. “Il virus residuo e la risposta immunologica ad esso correlate – ha aggiunto – verranno inoltre studiati con nuove tecnologie ‘omiche’ in grado di fornire il dato finora mancante: ‘quale risposta immunologica bisogna ottenere da una terapia immuno modulante (vaccino terapeutico, Farmaci che agiscono sulla risposta immunitaria) per permettere l’interruzione di terapia sicura e duratura?”.
I risultati della ricerca nei prossimi due anni consentiranno quindi di identificare le nuove molecole terapeutiche che, modificando l’interazione tra virus e sistema immunitario, permetteranno all’AIDS di diventare una infezione curabile. Migliorerà la qualità di vita dei malati e avrà anche positive conseguenze dal punto di vista economico, perchè sarà sospesa la somministrazione di farmaci antiretrovirali, molto costosi. Al progetto aderiranno centri di tutto il mondo, nell’ambito di una rete che comprende oltre 90 strutture in 18 paesi di Europa, Africa, Asia e America Latina.
Secondo il Bollettino del Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’84.1% di tutte le segnalazioni. Il 27.1% (1 su 4) delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. Il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test HIV e il 5% delle persone che vivono con HIV non lo ha mai detto al proprio partner. Il 40% delle persone sieropositive non rivela ai familiari di aver contratto il virus e il 74% non lo dichiara nel contesto lavorativo. Mutua MBA, società di mutuo soccorso leader nel settore della sanità integrativa, raccomanda a tutti di essere prudenti e di essere consapevoli dei rischi se si hanno rapporti sessuali non protetti. Ricordiamoci che “la salute è il primo dovere della vita”!
 

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