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Musei e ospedali insieme per curare il paziente, anche in Italia è possibile

Curarsi guardando il sorriso misterioso della Monna Lisa di Leonardo o accarezzando i marmi dello scalone del Palazzo reale di Napoli. Dopo l’America del Nord e i Paesi scandinavi, adesso è l’Italia ad aprire le porte all’arteterapia grazie a un progetto promosso dal Comune di Napoli insieme al Polo museale della Campania (che metterà a disposizione Palazzo Reale), al Museo Archeologico dell’antica Capua, all’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere e all’Azienda Ospedaliera dei Colli.

L’iniziativa infatti interessa diversi soggetti e intende creare una rete tra musei e ospedali in tutta la Campania: la stessa conterà del supporto di professionisti della medicina e della ricerca come, ad esempio, Sergio Ferraro, primario di cardiologia al Cto di Napoli, Nicola Caracciolo, governatore del Pio Monte della Misericordia, e Silvana Figlioli, psicocriminologa della riabilitazione.

Il Progetto Cur’Arti, ideato da Francesca Barrella, medico internista responsabile dell’Angiologia presso il Centro Cardioangiologico Medicor di Pozzuoli, e presidente dell’associazione Il Ventre di Parthenope, si propone dunque di creare una rete tra istituti sanitari e luoghi di cultura (musei, teatri, biblioteche, fondazioni lirico-sinfoniche e altri) disponibili all’accoglienza di pazienti affetti da patologie croniche al fine di avviarne le sofferenze. Cur’Arti è promosso nell’ambito del Progetto di riabilitazione e prevenzione del disagio giovanile Seme di Luce. Alla base del progetto c’è la proposta di lanciare un trattamento di arteterapia in Campania attivando collaborazioni tra musei e ospedali nell’ambito di una rete che coinvolga tutta la regione: l’arteterapia è la cura di disturbi psichici, disturbi dell’alimentazione, sindromi ansiose depressive, patologie neurologiche attraverso l’arte, in questo caso con la visita a mostre e musei. Non solo: l’arteterapia verrà inserita anche in cicli riabilitativi di sindromi post-traumatiche oncologiche o neurodegenerative.

Non è la prima volta che la città partenopea si distingue per questo particolare legame tra l’arte e la medicina: da anni, infatti, il dipartimento di Psicologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli lavora al progetto “La bellezza che cura” con il quale vengono organizzate visite guidate per malati oncologici al Museo Archeologico Nazionale, un’iniziativa ideata da Alberto Vito (responsabile dell’unità di Psicologia Clinica) e che ha riscosso un notevole successo. E in futuro ci sarà sempre più spazio per l’arte come terapia.

 

 

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