L’attività fisica contro il declino cognitivo nel Parkinson: al via il progetto Move-Brain-Pd

Può l’esercizio fisico rallentare il declino cognitivo nella malattia di Parkinson? È questa la sfida al centro di Move-Brain-Pd, progetto europeo avviato dalla Fondazione Policlinico universitario ‘Agostino Gemelli’ IRCCS, in collaborazione con partner internazionali. Coordinato dal direttore della Neurologia al ‘Gemelli’, Paolo Calabresi, il progetto vuole dimostrare che l’attività aerobica regolare non solo giova al corpo, ma può anche diventare un’alleata preziosa per la salute cerebrale e le funzioni cognitive nei pazienti affetti da Parkinson con lieve compromissione cognitiva (PD-MCI).

Oltre il 25% dei pazienti con Parkinson presenta già nelle fasi iniziali segni di decadimento cognitivo, che in molti casi evolvono in demenza. Ad oggi, non esistono terapie efficaci per fermare questo processo, ma sempre più studi suggeriscono che stili di vita attivi, ambienti stimolanti e attività che coinvolgono memoria e concentrazione possano influenzare positivamente l’invecchiamento cerebrale. Move-Brain-Pd prende avvio proprio da questa evidenza.

Finanziato dal bando europeo Era4Health ‘NutriBrain’, il progetto coinvolge un consorzio multidisciplinare: accanto al team del ‘Gemelli’, partecipano l’Università di Brasov (Romania) e il Medical Center di Goettingen (Germania). Quest’ultimo avrà il compito di studiare i cambiamenti della proteina alfa-sinucleina, implicata nei processi neurodegenerativi del Parkinson.

Al centro dello studio troviamo un programma di allenamento aerobico domiciliare che i pazienti seguiranno per un anno, monitorato da remoto attraverso dispositivi digitali. Verranno valutati sintomi motori, funzioni cognitive e biomarcatori legati a infiammazione e degenerazione neuronale. Inoltre, saranno esaminati i fattori che favoriscono o ostacolano l’aderenza all’attività fisica, per elaborare strategie educative su misura.

“Dimostrare che le persone con Parkinson possono e devono essere protagoniste attive della propria cura, modificando lo stile di vita per rallentare i sintomi della malattia, è fondamentale”, informa Calabresi. I risultati serviranno a elaborare raccomandazioni nazionali, coinvolgendo istituzioni e società scientifiche, sul modello delle campagne di prevenzione cardiovascolare. Move-Brain-Pd punta a definire protocolli sostenibili e replicabili, in grado di cambiare la traiettoria della malattia nel mondo reale.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.

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