La salute dei giovani? È il cuore a lanciare l’allarme

La salute dei giovani? È il cuore a lanciare l'allarme

“Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi”. Da migliore alleato al più grande nemico: la complessità del cuore, come riteneva il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, si misura di persona in persona ed è proprio passando in rassegna ogni singolo paziente che è possibile indagarne le criticità. Ad oggi, ad esempio, siamo certi di poter sostenere che il tenore di vita seguito dai giovanissimi non è del tutto favorevole allo stato di salute di quest’organo, anzi le malsane abitudini come il fumo, la sedentarietà, la cattiva alimentazione e il consumo di alcolici, condiziona il quadro clinico.

È quanto emerso dalle ricerche scientifiche esaminate dalla Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare – SIPREC che, anche a seguito di questi due anni caratterizzati dall’emergenza sanitaria e dai relativi effettipresenta un conto non del tutto positivo. L’occasione è fornita dalla prossima Giornata Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, promossa e organizzata dalla SIPREC per il 13 maggio 2022 per stimolare tutta la popolazione, a partire dai più giovani, a recuperare un sano stile di vita. Cosa occorre fare dunque per garantire una buona salute al cuore?

SempliceDiventare virtuosi. Un appello che la Società rivolge ai giovanissimi a partire dall’utilizzo del tabacco. Dopo una prima riduzione riscontrata nell’aprile 2020 rispetto al primo mese dello stesso anno, il numero di fumatori a maggio 2021 ha subito un incremento significativo, con oltre 1 milione di tabagisti in più. A preoccupare è proprio l’incidenza sui più giovani: nel target 14-17 anni, 1 su 3 ha già utilizzato il tabacco, mentre il 42% la sigaretta elettronica. Il nostro paese dunque registra dati preoccupanti in merito al fumo di tabacco, con i più giovani che ancora non sono dissuasi dai messaggi che ne rendono note le conseguenze per l’organismo.

Tra i dati che riguardano l’Italia, c’è uno studio diffuso il 31 maggio 2021 dall’Istituto Superiore Sanità in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri: tra i 14 e i 17 anni, il 37,5% dei giovani ha già avuto contatto con il fumo di tabacco. Nel 2019, la European School Survey Project on alcohol and other drugs sugli studenti europei di 15-16 anni ha rilevato che l’Italia è il Paese con la più alta percentuale di coloro che dichiarano di aver fumato sigarette nel corso della loro vita. La Global Youth Tobacco Survey del 2018, su ragazzi di 13-15 anni, ha poi rilevato che nel 50% dei giovani intervistati, i genitori avevano fumato la settimana precedente in casa. Se il ruolo della famiglia è centrale, lo stesso va detto per i media: alla domanda ‘se negli ultimi 30 giorni i ragazzi avessero sentito messaggi contro il fumo’ si nota che nel 2010 il 92% dichiarava di aver sentito messaggi in radio, TV, internet, giornali e film, mentre nel 2018 passiamo al 51%. Dati che dimostrano l’importanza di recuperare l’attenzione sul tema”.

Mancanza di attività sportiva. I giovani italiani sono perlopiù sedentari. Una ricerca del 2019, basata su uno studio curato in riferimento agli anni 2001-2016 relativo agli adolescenti tra 11 e 17 anni lascia emergere che in Italia l’88,6% di adolescenti non svolge adeguata attività fisica. Lo studio ‘Health behaviourin school-aged children’ del 2018 sui ragazzi tra gli 11 e i 15 anni rileva invece che solo uno su dieci raggiunge il target fissato dall’OMS di almeno 60 minuti di attività motoria moderata/intensa quotidiana. Inoltre, quasi il 50% dei ragazzi oltrepassa il limite indicato di 2 ore al giorno davanti a uno schermo televisivo o al proprio smartphone.

Scorretta alimentazione ed eccesso di grassi nei pasti. È sempre lo studio Health behaviour in school-aged children a tracciare una fotografia italiana. Un 1 adolescente su 4 non consuma mai il primo pasto della giornata. Delle consigliate 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura, solo il 16,9% dichiara di consumarne più porzioni di frutta, mentre si arriva al 13% per la verdura. Per quanto riguarda grassi e zuccheri solo il 14% dichiara di non consumare bibite, mentre complessivamente il 27,5% consuma dolci dai 2 ai 4 giorni a settimana.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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