La menopausa non è più un tabù. Ne parla il Libro bianco

Arriva il “Libro bianco sulla menopausa” presentato dal Censis e da Maria Concetta Vaccaro, responsabile dell’area welfare e salute dell’ente di ricerca e sempre attenta ai temi della salute della donna.

Tanto per gli uomini quanto per le donne arriva il momento del game over, fine dei giochi. Si tratta dell’andropausa e della menopausa che cominciano a presentarsi, seppur timidamente, già a partire dai 35-40 anni quando gli uomini e le donne iniziano a subire una graduale trasformazione ormonale con conseguenze fisiche e psicologiche. Nella donna, ad esempio, cala la produzione degli ormoni femminili, estrogeni e progesterone, nell’uomo invece diminuisce la produzione del testosterone. Tuttavia i due sessi sono allontanati dai riscontri differenti che si hanno: se per la donna si ha una ferrea interruzione della produzione ormonale, la “menopausa maschile” è più morbida tanto che l’uomo mantiene la propria potenzialità riproduttiva.
Tuttavia, da sempre menopausa e andropausa, la prima più della seconda, sono state trattate in modo marginale o semplicemente per niente essendo considerate dei tabù. Oggi arriva il “Libro bianco sulla menopausa” presentato dal Censis e da Maria Concetta Vaccaro, responsabile dell’area welfare e salute dell’ente di ricerca e sempre attenta ai temi della salute della donna. I risultati mostrano una fotografia della donna in questa fase di vita decisamente diversa, in linea con i tempi correnti, dove a 50-55 anni, più o meno il periodo di insorgenza della menopausa, la donna è ancora attiva nel lavoro, nella famiglia e nei suoi interessi. Si sa, oggi non è più come un tempo quando già a 40 anni la donna era considerata anziana pertanto parlare di game over sarebbe alquanto superato. Sono state intervistate 1028 donne e il 78 % del campione non ha nessun problema a parlare di menopausa e della propria esperienza.

I sintomi della menopausa, le vampate, la secchezza vaginale, i problemi del sonno e dell’umore, sono oggi affrontabili attraverso terapie sicure che possono dare alla donna dei vantaggi in termini di qualità di vita. Dal Libro emerge che  il 16,8 % dei medici non consiglia alle donne in menopausa di usare la terapia sostitutiva. Solo il 51,9 % delle donne ascoltate ne è a conoscenza,  e solo  il 7,6 % delle donne in menopausa la utilizza. Riguardo a questo ancora oggi alcuni specialisti non sono formati e informati sulle diverse terapie disponibili. Basti poi pensare che diversi centri pubblici appositamente creati per accogliere le donne in questa fase della loro vita, sono stati chiusi per mancanza di fondi e specialisti che potessero continuare a portare avanti un discorso di accoglienza e di intervento diagnostico/clinico.
Diverse donne soffrono per esempio di dolore durante i rapporti sessuali che spesso ostacola l’attività sessuale e negli ultimi anni sono state autorizzate alcune terapie per contrastare il problema della secchezza vaginale. Si pensi all’ospemifene, un SERM approvato per il trattamento della dispareunia moderata-grave nelle donne in postmenopausa che sembrerebbe avere dei riscontri positivi anche sul miglioramento generale della funzione genitourinaria, ossia sul prurito vaginale e sul fastidio ad urinare, anche se gli studi sono ancora in corso. Sempre per la secchezza vaginale e il mantenimento dell’elasticità dei tessuti di questo apparato, abbiamo anche dispositivi come il laser e la radio frequenza che vanno a  stimolare, in modo diversi,  la rigenerazione dei tessuti vulvo vaginali.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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