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Italia paese longevo, ma preoccupa la salute dei giovani

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L’ultimo European Health Report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato che, nonostante l’Italia stia procedendo con tutte le azioni volte al raggiungimento degli obiettivi di “Salute 2020”, il Bel Paese si piazza al secondo posto nella classifica di tutti i Paesi europei come aspettativa di vita alla nascita per la popolazione adulta ma non per la fascia giovane.

(Il documento si può consultare cliccando qui)
In sostanza, l’Italia è uno dei Paesi tra i più longevi d’Europa, ma preoccupa la salute dei giovani a causa del fumo, dell’alcol, sovrappeso e obesità.
Sull’argomento è intervenuta anche il Ministro della Salute Giulia Grillo nel corso della presentazione della 68. esima riunione del Comitato regionale dell’Oms Europa.
“Siamo infatti il secondo Paese in Europa – ha affermato il Ministro – per la più alta aspettativa di vita, ma la nostra attenzione deve spostarsi sulle popolazioni più giovani, in cui si registrano segnali d’allarme non più trascurabili”
Secondo il report dell’OMS l’Italia è in linea con le misure nel limitare i danni causati da fumo, alcol, sovrappeso e obesità nella popolazione adulta, ma le statistiche segnalano dati meno positivi per la fascia dei giovani, elemento questo da non sottovalutare perché potrebbe peggiorare in futuro. Nello specifico è emerso che per il discorso relativo ai chili di troppo, stando ai dati, 1 italiano su 5 è obeso, soprattutto tra i giovanissimi: il 26% dei maschi di 15 anni è sovrappeso o obeso.
Invece per il vizio del fumo, il numero degli adulti è diminuito attenendosi lievemente al di sotto della media europea, ma per gli adolescenti si registra un numero tra i più alti in Europa.
“Quanto ai giovani italiani c’è un grosso problema, in generale legato alle dipendenze: da fumo, alcol, droga e gioco d’azzardo – ha spiegato la Grillo – Non si è fatta in questi anni una politica di prevenzione mirata ai giovani. E siamo molto indietro anche sull’attività fisica a scopo preventivo. Stiamo lavorando però a un nuovo Piano nazionale di prevenzione, per tradurre in azioni ciò che finora è rimasto sulla carta”.
Per quanto riguarda invece le malattie infettive, l’Italia registra uno dei livelli più alti in Europa in quanto a resistenza antimicrobica. Mentre la copertura vaccinale è ancora al di sotto della soglia del 95% fissata dalle line guida Oms. E l’Italia è tra i Paesi europei più colpiti dall’attuale epidemia di morbillo.
“Abbiamo l’obiettivo di definire il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale – ha dichiarato il Ministro – adatto alla situazione epidemiologica e accompagnato da campagne informative per migliorare la consapevolezza sull’indispensabilità dei vaccini. Tutto questo, senza perdere di vista la sostenibilità di un Sistema sanitario che garantisca sufficienza e adeguatezza dei servizi erogati alla popolazione”.
Il ministero sta lavorando anche a un nuovo Piano della prevenzione vaccinale, che tenga conto degli adulti in vista del nuovo Piano vaccini. “Manca un piano per gli adulti – ha dichiarato – dei 4 morti per morbillo nel 2018, legati al focolaio che ha provocato oltre 2.000 casi, in tre casi si trattava di adulti”.

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