Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

In un’epoca come la nostra, caratterizzata dalla recente crisi economica, dall’incertezza per il futuro e da innumerevoli problematiche sociali (lavoro e immigrazione, per citarne soltanto due) il tema del suicidio è tornato tristemente alla ribalta, come si evince dai recenti fatti di cronaca. Il suicidio è una grave problematica che concerne la salute pubblica, nonché una delle principali cause di morte. Gli effetti del suicidio non coinvolgono solamente la persona che decide di togliersi la vita ma anche, e forse soprattutto, i familiari, gli amici e la comunità di appartenenza. Si stima che ogni anno nel mondo 800,000 persone si suicidano e circa 20 milioni tentano il suicidio. In Italia invece si contano circa 4000 suicidi all’anno.

 

In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che ricorre come ogni anno il 10 settembre, in tutto il mondo verranno organizzati diversi eventi, conferenze, incontri e manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del suicidio. L’iniziativa, che mira a informare la popolazione generale su come il suicidio possa essere prevenuto, è sostenuta dall’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra gli eventi di maggior rilievo in Italia, il 17 e 18 settembre a Roma si terrà un convegno internazionale dal titoloSuicidologia e Salute Pubblica”, in cui interverranno e si confronteranno i massimi esperti, italiani e internazionali, sulla tematica.

Come è facile immaginare, le morti per suicidio si ripercuotono sulla famiglia del soggetto e sui suoi amici, che spesso esperiscono senso di colpa o di vergogna per non essere stati in grado di intervenire in tempo per scongiurare l’evento. Comune è anche l’emozione di rabbia diretta sia verso se stessi che verso la persona che si è tolta la vita.

Il comportamento suicidario è un fenomeno complesso e solitamente diversi fattori di rischio (biologici, culturali, psicologici, contestuali) concorrono a spiegare un agito suicidario. Esistono però anche fattori protettivi in grado di prevenire il comportamento suicidario. Conoscere entrambi può permettere di salvare la vita a molte persone. Per questo motivo nel prossimo numero di Health on Line ci sarà una interessante intervista di Alessia Elem ad uno psicologo clinico e neuropsicologo, su  questa tematica molto delicata ed esploreremo assieme a lui i campanelli di allarme del suicidio, i disturbi mentali associati ad un aumentato rischio di suicidio, le caratteristiche di chi è maggiormente a rischio e le opzioni cliniche per prevenire il rischio suicidario.

Giuseppe Iannone
Giuseppe Iannone
Psicologo clinico e neuropsicologo, ha conseguito la Laurea in Neuroscienze Cliniche e Cognitive con specializzazione in Psicopatologia presso l’Università di Maastricht (Paesi Bassi). È iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche. Possiede una seconda laurea in Pedagogia della Lingua e Cultura Italiana, conseguita a pieni voti presso l’Università per Stranieri di Siena e si occupa di consulenza linguistica e culturale in diverse aziende. Infine, è istruttore di tecniche di respirazione, di rilassamento, di training autogeno, di massaggio russo e di autodifesa presso la A.S.D. Systema Milano.
Fondazione Health Italia_728

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