FORZA PICCOLO JULEN! IL BAMBINO SPAGNOLO PRECIPITATO IN UN POZZO RICORDA IL CASO DI ALFREDINO RAMPI

Sono 3 giorni che la Spagna è in apprensione per Julen, un bambino di 2 anni e mezzo, che è precisato in un pozzo di prospezione largo 25 cm e profondo 110 metri mentre stava giocando a casa di parenti a Totatlán vicino Malaga.

Secondo la ricostruzione da parte dei parenti,  Julen giocava con un amico in un campo, quando è precipitato nel pozzo di prospezione dell’acqua,senza recinzioni.

Un famigliare ha assistito alla tragedia e ha dato l’allarme. 

Questa storia colpisce in maniera particolare perchè riporta alla mente il tragico incidente di Vermicino avvenuto 38 anni fa. Era il giugno del 1981 quando il piccolo Alfredino Rampi, di 6 anni, finì in un pozzo artesiano profondo 80 metri lungo via di Vermicino, una strada che collega Roma con Frascati.Si tentò per ore di raggiungere Alfredino, bloccato a 36 metri di profondita’, e riportarlo in superficie ma purtroppo non si riusci’ a salvarlo.

Nella speranza che il destino di Julen sia diverso, Mutua Mba, seguirà passo passo gli sviluppi delle operazioni di salvataggio.

Al momento, secondo quanto riferiscono i media spagnoli sono impegnati nel salvataggio un centinaio di persone tra Guardia Civil, Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco che stanno lavorando no stop nella speranza di trovare il bambino. Il problema sono le dimensioni ridotte della circonferenza del pozzo in cui è prigioniero Julen. Un uomo non può calarsi per cercare di raggiungerlo.

Tra i tentativi di salvataggio è stato utilizzato un robot con telecamere ma sfortunatamente lo strumento, a causa di una frana, non è riuscito ad andare oltre i 78 metri. Il secondo tentativo è stato quello di estrarre la terra e creare un tunnel parallelo per accedere al condotto dov’è precipitato Julen. Allo stesso tempo, la cavità di 25 centimetri di diametro “sarà intubata” per rafforzarne le pareti e impedire nuovi cedimenti di terreno, che potrebbero seppellire Julen.

“Si sta lavorando per scavare un foro laterale e orizzontale, della lunghezza fra 50 e 80 metri, che arrivi all’altezza del pozzo dove crediamo sia Julen”, ha spiegato il viceprefetto di Malaga, Maria Gamez alla stampa. “E’ il metodo più sicuro” ha aggiunto evidenziando che ci sono tre fattori che condizionano le operazioni di salvataggio: la sicurezza del bambino; la necessità di impiegare il minore tempo possibile per localizzarlo; e la difficile orografia del territorio, che complica i lavori. Intanto le squadre di soccorso, non conoscono le condizioni del bambino, imprigionato da circa 48 ore nel pozzo, nel quale è stata recuperata solo una busta di caramelle che aveva con sé al momento della caduta.

“Non saranno risparmiati mezzi nell’operazione di salvataggio”, ha dichiarato Gamez “Con l’aiuto dei tecnici valutiamo tutte le alternative per salvare il bambino e rimuovere il tappo di terreno del pozzo, provocato a un’ottantina di metri probabilmente da una frana”.

La Spagna si sta stringendo attorno alla giovane coppia di genitori, due ventenni di Malaga, che in queste ore sono in angosciante attesa di notizie sul loro bambino. La coppia è particolarmente sotto choc perchè ha già perso un figlio di 3 anni, Oliver, nel 2017 per un malore. I due genitori, al momento dell’incidente, erano con alcuni parenti a preparare una paella.

Nicoletta Mele
Nicoletta Mele
Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
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