Donald Trump e signora positivi al Covid, intanto gli americani conteggiano i costi dell’emergenza

Tutto ebbe inizio con “Il Covid non esiste”, in molti penseranno alla nostra cara signora di Mondello diventata in poche settimane il simbolo di quell’Italia che banalizzava la natura dell’emergenza sanitaria, in realtà i confini sono molto più estesi e in un attimo si approda nella grande America capitanata dal Presidente Donald Trump che già in primavera non si presentava tra le schiere di coloro che vedevano nel Covid un serio pericolo. È bastato poco perché l’America capisse che l’emergenza sanitaria non avrebbe riguardato esclusivamente il sovrappopolato continente asiatico e la vecchia e piccola Europa. Nel giro di poche settimane i casi di positività sono aumentati in maniera esponenziale fino a bussare alla Casa Bianca costringendo all’isolamento domestico il Tycoon e la first lady Melania.

A livello mondiale attualmente il bilancio è pesante: 8.794.337 casi con 464.510 decessi. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito, con 2.255.119 casi e 119.719 morti. Proprio gli Usa hanno registrato 568 decessi correlati al virus nelle ultime ore, secondo l’aggiornamento quotidiano dell’università Johns Hopkins. È il decimo giorno in cui il bilancio giornaliero delle vittime è inferiore a 1.000 negli Stati Uniti, sebbene rimangano il Paese più colpito dalla pandemia con 119.654 morti su 2.251.205 di contagi ufficiali.

Per molti esperti gli Stati Uniti non hanno mai preso sul serio la questione sanitaria legata al Covid-19 tanto che la stessa gestione politica della pandemia non è affatto apprezzata soprattutto se in riferimento al sistema sanitario americano e al difficilissimo nonché costoso accesso alle cure. Il 58% degli americani ritiene che la responsabilità sia proprio del Presidente Trump.

Più caute, scrive il Sole 24 ore, le critiche al piano Warp Speed e i 7,6 miliardi di dollari erogati dal governo all’industria farmaceutica per trovare il vaccino al Covid-19 (possibilmente prima delle elezioni del 3 Novembre, ha intimato il presidente). «Sul vaccino l’industria farmaceutica e il governo hanno fatto bene. Prodotto rapidamente, sarà dato gratuitamente ai cittadini americani e ai residenti», spiega Francesco Santoni, cardiologo di New York. «Si spera che arrivi il prima possibile, ma non si può vaccinare tutta la popolazione subito. Preoccupa la diffidenza di tanti americani: quasi la metà ha dichiarato di non volersi vaccinare subito».

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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