Dal “Bambino Gesù” una sequenza musicale riabilitativa per i bambini con disabilità

Dal "Bambino Gesù" una sequenza musicale riabilitativa per i bambini con disabilità

Che la musica allieti l’animo è cosa nota ma che una sequenza di suoni, voci, musiche e immagini potesse aiutare i piccoli pazienti con disabilità ad addormentarsi è una novità. Arriva dalle corsie dell’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù” l’ultima novità riabilitativa annunciata dal team di ricercatori del nosocomio della Santa Sede e riservata ai bambini disabili costretti a casa nei periodi di lockdown e che senza questo metodo avrebbero dovuto interrompere la loro riabilitazione. I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati sul “Journal of Telemedicine and Telecare”.

L’innovativa tecnica riabilitativa è stata sperimentata nel corso del lockdown partito nel marzo 2020 come terapia sostitutiva delle sedute in Ospedale per garantire la continuità delle cure anche a casa. Il metodo riabilitativo si chiama “Euterpe”, in riferimento alla mitologica dea della Musica. Viene regolarmente utilizzato dai terapisti del Dipartimento di Neuroriabilitazione del Bambino Gesù, diretto dal professore Enrico Castelli, per la stimolazione multisensoriale dei bambini con disabilità motorie e neurologiche attraverso l’uso sequenziale di suoni, musiche, immagini, aromi, oggetti, strumenti e luci.

“In questo studio – commenta in una nota stampa diffusa Tommaso Liuzzi, musicoterapeuta del Bambino Gesù – oltre agli aspetti scientifici, sono emerse nuove sfumature nella relazione familiare, ovvero, l’orgoglio di vedere con occhi diversi le capacità e le qualità del bambino non come paziente ma come protagonista. Quanto sperimentato potrà avere un importante impatto terapeutico: dal legame affettivo madre-figlio ad un coinvolgimento familiare con prospettive di nuovi apprendimenti. Ripetere attività in ambito familiare apprese durante il ricovero costituisce un processo di continuità riabilitativa, ponendo al centro una nuova consapevolezza dei potenziali umani inespressi”.

Lo studio ha interessato 14 pazienti affetti da diversi disturbi neurologici (paralisi cerebrale infantile, sindromi genetiche, malformazioni cerebrali), dai 5 mesi di vita ai sette anni. Nel periodo di sospensione delle visite non urgenti in Ospedale a causa della pandemia Covid-19 le famiglie coinvolte nella ricerca hanno ricevuto la composizione audio-video personalizzata da somministrare ai propri figli tre volte al giorno per 2 settimane consecutive.  A sperimentazione conclusa gli effetti della terapia a casa sono stati valutati attraverso la compilazione di una serie di questionari scientificamente validati. Dall’analisi sono emersi dati statisticamente significativi, in particolare la riduzione dei disturbi del sonno dei bambini, dei livelli di stress dei genitori e il miglioramento della relazione bambino-genitore.

Alessandro Notarnicola
Alessandro Notarnicola
Mi occupo di giornalismo e critica cinematografica. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia nel 2013, nel 2016 ho conseguito la Laurea Magistrale in "Editoria e Scrittura". Da qualche anno mi sono concentrato sull'attività della Santa Sede e sui principali eventi che coinvolgono la Chiesa cattolica in Italia e nel mondo intero.
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