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CHIRURGIA VASCOLARE: AL VIA A BOLOGNA L'UNITA' OPERATIVA PIU’ GRANDE D’ITALIA

unità operativa

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Un altro passo avanti sul fronte di un’integrazione tra Aziende con percorsi di cura che garantiscano ai pazienti un più idoneo trattamento, nella sede opportuna.
Sono 6 gli ospedali coinvolti nella più grande chirurgia vascolare italiana.
Due strutture sono per le emergenze e le malattie delle arterie (Policlinico di Sant’Orsola e Ospedale Maggiore) tre (Bazzano, Budrio e Imola) per le malattie venose e Rizzoli per interventi ortopedici e vascolari associati.
La ‘rivoluzione’ della chirurgia vascolare a Bologna consentirà anche un taglio delle liste d’attesa.
La chirurgia vascolare, negli ultimi decenni, ha visto uno sviluppo significativo di nuove tecniche e tecnologie, non ultime quelle endovascolari.
A partire dalla metà degli anni 2000 sono stati pubblicati numerosi studi che dimostrano una relazione tra volumi di attività e prognosi, in particolare per gli aneurismi dell’aorta addominale, con una significativa diminuzione della mortalità a 30 giorni.
Da queste considerazioni è nato il progetto che ruota su due capisaldi: unificare in un’unica unità operativa l’attività; specializzare ogni ospedale per garantire la massima efficacia ed efficienza  e per ottimizzare l’uso delle sale ibride ad alta tecnologia del nuovo Polo Cardio torace vascolare del Sant’Orsola per le patologie complesse, che ne prevedono l’utilizzo prioritario.
Obiettivo non secondario è inoltre quello di ampliare la rete formativa per gli studenti della Scuola di Specializzazione.
E’ prevista un’unica Unità operativa per l’area metropolitana grazie alla sottoscrizione di un accordo quadro e con la successiva convenzione tra Azienda Ospedaliero Universitaria, AUSL di Bologna , AUSL di Imola e Università, le Aziende hanno delegato le funzioni di Chirurgia vascolare alla struttura del Policlinico di Sant’Orsola, che assume così valenza metropolitana.
Il personale medico rimane in carico alle due Aziende, ma viene assegnato temporaneamente allo svolgimento delle funzioni delegate facendo parte di una unica equipe che ruoterà nelle varie sedi operative. Il direttore dell’unica Unità operativa è responsabile così della programmazione delle attività e della negoziazione del budget, in tutte le sedi.
L’attività sarà organizzata in quattro programmi, dedicati rispettivamente a patologie dell’aorta, patologie delle carotidi, arteriopatie obliteranti e riorganizzazione e gestione delle attività ambulatoriali.
L’Unità operativa potrà contare su 15 medici, cui si aggiungerà 1 medico presso l’Ausl di Imola. Per la rimodulazione delle attività su più sedi l’organico di infermieri, operatori socio sanitari e tecnici di radiologia potrà essere rafforzato in base alle esigenze che si manifesteranno.
Il progetto di integrazione, a fronte di questa ampia e diffusa attività chirurgica, prevede anche una rimodulazione delle attività ambulatoriali al fine di garantire un miglior collegamento con gli ospedali e soddisfare le richieste dei pazienti sia da un punto di vista logistico che numerico.
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