IL CASO DEL BAMBINO VEGANO: DIVERSE FORME DI ALIMENTAZIONE VANNO BENE, MA ACCOMPAGNATE DA INTEGRATORI PER EVITARE SERI RISCHI PER LA SALUTE

A un anno pesa come un neonato: un bambino vegano ha rischiato seriamente la vita a causa di malnutrizione. Seguire delle diete fai da te o eliminare dal proprio piano alimentare alcuni alimenti che invece sono importanti per l’organismo, sono abitudini che possono portare a delle conseguenze gravi.

E’ cronaca di questi giorni il caso di un  bambino di quasi 1 anno che pesa come come un neonato di 3 mesi perché i genitori (papà indiano e mamma italiana) lo hanno sottoposto ad un regime alimentare vegano molto rigido. Il piccolo, affetto anche da una grave forma di cardiopatia, è stato ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli di Milano e ha rischiato la vita a causa di malnutrizione. I risultati clinici degli esami hanno evidenziato un livello di calcio nel sangue ai limiti della sopravvivenza. Questo è l’ultimo caso balzato sulle cronache nazionali dopo quelli di Genova, Firenze e Belluno. Il fenomeno è in espansione e, come riportato dalla stampa, il direttore del reparto di Pediatria del Fatebenefratelli, Luca Bernardo, ha invitato a fare una riflessione sui regimi alimentari non comuni. “Non è un problema la scelta di forme di nutrizione diverse o inusuali – ha spiegato –  e noi certo non entriamo nel merito della decisione. Ma allora il bambino, dalla nascita, deve essere accompagnato con integrazioni, nella fattispecie di calcio e di ferro”.
Mutua Mba, società di mutuo soccorso, leader in Italia per numero di associati, ha affrontato più volte il tema dell’alimentazione, ricordando sempre che la prevenzione primaria passa attraverso  stili di vita sani ed un’equilibrata alimentazione, soprattutto quando si tratta di bambini. Questo è l’ennesimo caso che merita attenzione e riflessione. Seguire delle diete fai da te o eliminare dal proprio piano alimentare alcuni alimenti che invece sono importanti per l’organismo, sono abitudini che possono portare a delle conseguenze gravi. Lo stesso vale per l’uso frequente degli alimenti etichettati come “cibi spazzatura”, perché anche se all’apparenza possono sembrare appetitosi, in realtà sono dannosi per la salute. Non solo diete, ma anche l’obesità è un fenomeno che desta preoccupazione.  E’ doveroso ricordare i numeri riportati in occasione dell’ultima giornata Europea dell’obesità, celebrata il 21 maggio scorso. E’emerso che sono 22 milioni gli italiani in sovrappeso e 6 milioni sono obesi. Da molti è considerato un problema meramente estetico, ma è una vera e propria malattia, che può portare diabete, tumori e problemi cardiovascolari.
La situazione diventa ancor più preoccupante quando si parla dei bambini.
bambino vegano
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i bambini nel mondo in sovrappeso sono circa 42 milioni.
I dati raccolti dalla Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) della Regione europea dell’Oms mostrano valori di sovrappeso e obesità in bambini di 6-9 anni che variano da 11% a 37% tra i maschi e da 15% a 35% tra le femmine.
Per gli esperti, le cause possono essere raggruppate in tre categorie: le cattive abitudini alimentari, la inattività fisica dei bambini e la disinformazione da parte dei genitori nei confronti delle regole della sana alimentazione.
Mutua Mba, in occasione dell’iniziativa “Mangia bene, cresci bene”, svoltasi lo scorso anno, organizzata da Sipps insieme a AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia in collaborazione con Guna– azienda di prodotti omeopatici –  e promossa da Moige – Movimento italiano genitori, ha chiesto il parere della dottoressa Elisabetta Scala, vice presidente del MOIGE, per la quale “L’educazione alimentare non si riduce alla demonizzazione di un cibo piuttosto che un altro, ma va di pari passo all’adozione di stili di vita basati su attività fisica e sport all’aria aperta. Possiamo considerarla il momento educativo per eccellenza, sia perché induce genitori e figli a confrontarsi continuamente durante tutto l’arco della giornata, sia perché è strettamente correlata al loro tempo libero. Il ruolo degli adulti è determinante per la crescita dei nostri figli: ‘stressare’ i ragazzi coinvolgendoli in numerose attività extrascolastiche o, in alternativa, abbandonarli davanti alla tv e ai videogiochi, li induce a sfasare gli orari dei pasti, a saltarne qualcuno sostituendolo con uno snack, a consumare istintivamente patatine o dolci”.
Facciamo tesoro dei consigli degli esperti, nella speranza che casi di questo tipo non si verifichino più perché “La salute è il primo dovere della vita” (Oscar Wilde).

Nicoletta Mele
Nicoletta Mele
Laureata in scienze politiche. Dal 2001 iscritta all’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ha collaborato con testate giornalistiche e uffici stampa. Dopo aver conseguito il master in “ Gestione e marketing di imprese in Tv digitale”, ha lavorato per 12 anni in Rai, occupandosi di programmi di servizio e intrattenimento. Dal 2017 è Direttore Responsabile di Health Online, periodico di informazione sulla sanità integrativa.
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